Il consigliere comunale del Centrodestra casellese Andrea Fontana ha sollevato un problema su cui vuole risposte precise ed esaurienti e porterà la questione in Consiglio Comunale per averle.

Di cosa stiamo parlando? L’argomento è la mancata restituzione, pare da parte di diversi cittadini, delle somme di denaro avute come “prestito d’onore” negli anni passati dalle Amministrazioni comunali succedutesi.

Il prestito d’onore, istituito a Caselle nel 2010, sospeso nel 2013, riattivato nel 2015 ed al momento sospeso, era una cifra di modesta entità, erogata dal Comune di residenza a fronte di oggettive grosse difficoltà economiche della persona o del nucleo familiare, da restituire poi con rate di modica entità.

Ma di che cifre stiamo parlando, sia a livello di numero di prestiti, sia a livello di cifre monetarie? Pare che il problema per Fontana sia anche questo, ossia la mancata corretta e puntuale informazione.

La dichiarazione in merito del consigliere di minoranza: “Ho fatto richiesta per avere dati più precisi, soprattutto per sapere quanti prestiti sono stati erogati effettivamente, e quanti sono stati restituiti. Da dati non ufficiali, pare che abbiano restituito in pochi e mi pare grave questa cosa. Non sono contrario ad aiutare le persone in difficoltà, ma vanno trovate altre forme se con questa ci rimettiamo tutti.
Avevo chiesto a suo tempo quali sarebbero state le garanzie per il Comune, ma non ho mai avuto risposta. E non deve passare il messaggio che basta chiedere soldi in Municipio per averli. Il Municipio non è un bancomat a fondo perduto. Anche perché così si potrebbero alimentare sospetti di ogni genere, non so se mi spiego. Presenterò un’interrogazione in merito”.

La replica del sindaco Luca Baracco: “Mi sembra che ci sia poco da indagare sull’argomento. Il prestito d’onore era un meccanismo che prevedeva l’erogazione di piccole somme di denaro a persone residenti in grosse difficoltà economiche e la cui restituzione al Comune doveva avvenire tramite rate bassissime, vista la situazione.
C’è chi ha onorato in toto il debito contratto con noi, chi in parte, chi non lo ha fatto per niente.
Ovvio che il Comune stia cercando di incassare quanto dovuto, ma stiamo parlando di situazione complesse. Onore a chi ha mantenuto la parola e ha restituito fino all’ultimo centesimo, rispettando le regole.
Trattandosi di fondi ad esaurimento, il senso della restituzione era anche questo: con ciò che ridò al Comune, si liberano fondi per altre persone in difficoltà. E’ un problema, quello del mancato pagamento, che comunque abbiamo anche con quanto dovuto per i servizi a domanda individuale: alcune volte per oggettive difficoltà, altre no.
Il prestito d’onore veniva utilizzato principalmente per l’emergenza abitativa e, sicuramente, ci è costato meno che il ricorrere all’utilizzo degli alberghi. Al momento è uno strumento che abbiamo sospeso e ho chiesto agli uffici di fornirmi delle cifre precise del problema”.

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