Il treno dei desideri

Caselle Futura

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CASELLE FUTURA

E venne il giorno. Il 14 maggio. Consiglio comunale aperto sulle aree ATA. E vennero da lontano, con i loro avvocati incravattati. Vennero a spiegare a noi poveri paesanotti come ci avrebbero cambiato la vita. Con tanto di video promozionale, uno di quelli con la musica sempre crescente, a creare pathos, tipo quando ti vogliono vendere le multiproprietà in Kenya. “Il nome di Caselle sarà conosciuto in Europa!” ripeteva il geometra. Ma se molti a Torino (Torino, non a Milano) non sanno nemmeno che esiste un paese vicino all’aeroporto… magari si conoscerà il nome, ma la città rimarrà sempre sconosciuta.

Il momento più alto della serata è stato quando i ragazzotti PD della maggioranza hanno tributato un applauso al video di cui sopra; avevano appena visto che all’interno del centro commerciale ci sarà un simpatico trenino elettrico per portare a spasso gli eventuali clienti. Applaudono esterrefatti il trenino, senza accorgersi che applaudono il nulla. Disposti a credere, oltre ogni logica. Una claque che supporta interessi che non sono interessi di tutti ma solo di qualcuno.

Intanto un paio di cose sono venute alla luce. Nessun permesso a costruire è stato ancora concesso, e quindi nessun investitore è ancora stato trovato. Insomma non c’è niente di concreto, manca la parte più importante: il denaro. E il progetto, se mai dovesse partire, e non ne sono affatto certo, non verrà realizzato prima di 5 anni da oggi, ad essere ottimisti. Dietro vi è una ingente operazione finanziaria, e chi doveva guadagnarci lo ha già fatto. Perché rischiare oltre? Aedes, il costruttore, ha un utile di 9 milioni di euro annui (fonte: Il sole 24 ore), derivanti esclusivamente dagli affitti di immobili, e non sembra avere in proprio la forza economica di spendere 300 milioni per costruire. Per questo attendono di avere degli investitori, che loro pomposamente chiamano “equity”.

Teniamo presente inoltre che il piano particolareggiato scadrà già nel 2020. Se nulla sarà realizzato a quella data, si potrà modificare il tutto in un Pec (piano esecutivo convenzionato) di più facile realizzazione, e anche meno oneroso come costi di urbanizzazione e servizi. Questo progetto vincolerà le amministrazioni casellesi, di qualunque colore, per i decenni a venire. Ci hanno detto che 15 o 20 anni per realizzare un progetto simile sono tempistiche normali. Forse quando si realizzava il duomo di Milano, la cui costruzione durò ben di più, ma erano anche altri tempi.Stiano quindi tranquilli i ragazzi plaudenti: nemmeno loro andranno a lavorare nel paese dei balocchi, come è già successo per le generazioni precedenti, da 25 anni a questa parte.

 

Dott. Andrea  Fontana

Caselle Futura

 

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