Il nostro torrente va messo in sicurezza

Cosa pensa l'Amministrazione di San Maurizio

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Come dichiarato dal sindaco Luca Baracco e da Giuseppe Spina e Michele Coletti del Comitato Borgata Francia nell’ultimo articolo pubblicato da Cose Nostre sul tema, il problema della pericolosità della Stura non può essere risolto – e neanche solo ragionato, in verità – in un’ottica solo casellese. Il torrente attraversa, ovviamente, il territorio di più Comuni: è proprio da un’ottica sovracomunale bisogna partire. Infatti, in data 18 maggio, l’assessore all’Ambiente ed alla Protezione Civile Giovanni Isabella ha partecipato ad una riunione in Regione insieme a rappresentanti dei Comuni di San Maurizio e Nole per risollevare la problematica.

Ezio Nepote

Cose Nostre ha chiesto una dichiarazione sulla questione al vicesindaco di San Maurizio Ezio Nepote (che detiene la delega all’Ambiente): “Il problema della pericolosità della Stura esiste eccome! Sul territorio di San Maurizio abbiamo due zone di criticità: Ceretta e Borgata Pich, quest’ultima in condivisione con Ciriè. Esattamente come accade a Caselle, ma sarebbe strano il contrario, gli argini del torrente secondo noi non sono affatto sicuri. Bisogna pulire il letto, cosa che non si fa ormai da diversi anni, al punto che nel centro del torrente ci sono piante, anche abbastanza grandi. Essendo poi il centro a schiena d’asino, ovviamente l’acqua va ad erodere le sponde, esattamente come accade nella vostra Borgata Francia.

Il problema è che, almeno secondo i tecnici dell’AIPO [Agenzia Interregionale per il fiume Po; ndr] intervenuti per un sopralluogo, non ci sarebbero grossi pericoli: infatti, mentre Caselle riceverà almeno 500 mila euro dalla Regione per i primi lavori di messa in sicurezza, noi riceveremo zero euro, come anche Ciriè…
Non ne stiamo facendo una questione di campanilismo per carità, anzi siamo contenti per Caselle, ma essendo noi come territorio a monte, che senso ha? Continueremo tutti insieme a sollecitare interventi e partecipare ad incontri con Regione e AIPO: solo uniti abbiamo qualche speranza di farci sentire. Il problema è complesso e con questo andazzo da parte degli Enti superiori ci andranno anni per ottenere risultati tangibili. Nel frattempo, faremo realizzare  da tutti i Comuni interessati uno studio sugli interventi necessari alla messa in sicurezza dell’area percorsa dal torrente. E speriamo nella clemenza della natura in attesa dei fatti”. 

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