Lunedì 1° ottobre, presso il Parco La Mandria di Venaria Reale, si è tenuta l’Assemblea di Bacino della Stura di Lanzo.

Tanti gli argomenti trattati, dato il carattere trasversale e multidisciplinare che hanno i Contratti di Fiume.

Ma che cos’è un Contratto di Fiume?
Il concetto di Contratto di Fiume (e di Lago) è stato introdotto per la prima volta nell’ambito del 2° Forum Mondiale sull’Acqua, tenutosi a L’Aia nel marzo del 2000. In sostanza, un Contratto di Fiume è un accordo volontario che prevede una serie di atti operativi, concertati fra le istituzioni pubbliche, i cittadini e i rappresentanti delle categorie che hanno interessi legati ai territori fluviali (stakeholders o portatori di interesse) come agricoltori, industriali, pescatori, canoisti, associazioni ambientaliste, ecc.

La Direttiva Quadro dell’Unione europea in materia di Acque, nel fissare gli obiettivi che ogni stato membro deve raggiungere, individua il “bacino idrografico” come corretta unità di riferimento per il governo delle acque; ne consegue che un Contratto di Fiume debba essere sviluppato comprendendo l’intero territorio di un bacino e non soltanto tenendo conto delle zone prospicienti i corpi idrici.

Ad oggi, come ha illustrato Paolo Mancin della Direzione Ambiente della Regione Piemonte, sono stati implementati i processi per i seguenti Contratti di Fiume e di Lago:

–       il Contratto di Fiume del Bacino del Torrente Sangone

–       il Contratto di Lago del Bacino dei Laghi di Avigliana

–       il Contratto di Lago di Viverone

Venendo al Contratto di fiume della Stura di Lanzo, le principali tappe di avanzamento per la sua implementazione sono state illustrate da Gianna Betta, del Servizio Risorse Idriche Città metropolitana di Torino. Nel 2013 il primo incontro di avvio dell’attività, nel 2014 la definizione del Piano d’Azione, tramite l’individuazione di un abaco di misure puntuali.

Una di queste misure riguarda la promozione della fruizione sostenibile delle aree della Stura. L’intervento più efficace, a questo proposito, si è dimostrato in questi anni la realizzazione di tracciati cicloescursionistici: in primis lo Stouring, l’anello con 62 km di pista ciclabile che collega la Mandria col Ponte del Diavolo a Lanzo, è una realtà, in parte già disponibile, in parte da completare; ne ha parlato Nuna Tognoni, della Città Metropolitana, illustrando la mappa del tracciato che, in versione tovaglietta formato A3 sarà resa disponibile presso gli esercizi di ristorazione presenti nelle località interessate dal percorso.

Una parte significativa dello Stouring è stata realizzata con fondi europei nell’ambito del progetto Corona Verde Stura: capofila di questo progetto era stato il Comune di Nole, il cui sindaco, Luca Bertino ha presentato quello che sarà negli anni a venire la naturale evoluzione dei progetti Corona Verde e StouRing, e cioè il progetto VeLa (acronimo di Venezia-Lanzo). Il progetto, proposto da 12 comuni lungo le sponde della Stura (Lanzo Torinese, Cafasse, Villanova Canavese, Nole, Ciriè, San Carlo Canavese, San Francesco al Campo, San Maurizio Canavese, Robassomero, Borgaro Torinese, Caselle Torinese, Venaria Reale) ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza ed ampliare la rete dei percorsi ciclo-pedonali presenti in questi comuni. Il progetto si è piazzato al sesto posto nel bando “Percorsi Ciclabili Sicuri” della Regione Piemonte e potrà quindi accedere ad un finanziamento che coprirà il 60% della spesa, quantificata in 2,9 milioni di euro. Rinviamo agli articoli pubblicati su Cose Nostre a marzo e a giugno per quanto riguarda le implicazioni casellesi del progetto.

Di lotta al degrado del fiume, tramite il contrasto al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, provocato, così sono stati chiamati, dagli “scaricatori seriali di immondizie”, si occuperà il progetto VisPo, che vede come partner Legambiente e ARPA Piemonte: ad illustrare in Assemblea di Fiume questo progetto è intervenuto il suo project manager Marco Bonfante.

Carlo Ferrero, della Città Metropolitana, ha trattato invece del tema del rinnovo delle concessioni delle grandi derivazioni d’acqua, rinnovo che è per l’appunto di competenza degli uffici della Città Metropolitana; il rinnovo interessa, in sponda sinistra, il Consorzio di 2° grado delle Valli di Lanzo, mentre in sponda destra non esiste ancora una figura consorziale unica. Il tema è di vitale importanza per gli utilizzi irrigui, che richiedono, secondo i parametri di corretto utilizzo previsti dai tecnici provinciali, da 1 a 1,5 litri al secondo per ogni ettaro coltivato.

L’ultimo intervento programmato quello di Tina Assalto, sindaco di Lanzo e presidente dell’Unione Montana. Intervento previsto non a caso, dato che Lanzo è al momento l’estremo superiore del territorio interessato dai progetti Stouring e VeLa; ma Lanzo è anche, come sostenuto dalla sua sindaca, la cerniera verso l’alta valle, un territorio a forte rischio di marginalizzazione ed abbandono; per contrastarlo tante iniziative che puntano a sfruttare anche le sinergie fra fiume e ferrovia: dalla collaborazione con i canoisti, che da tre anni tengono a Lanzo il loro raduno annuale e che vorrebbero sviluppare il rafting, a monte e a valle del Ponte del Diavolo, fino al progetto di creare, nelle stazioni ferroviarie di Lanzo e di Ceres, dei punti di noleggio di bici a pedalata assistita.

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