A differenza delle fake news che circolavano da qualche giorno sui social network, i due autovelox installati in zona aeroporto saranno attivi, a tutti gli effetti, da lunedì 15 ottobre.

Più precisamente, come si può leggere nel comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale del Comune: “Si comunica che a decorrere dalle ore 00,01 di lunedì 15 ottobre 2018 saranno attivati gli impianti fissi  di  rilevazione  della  velocità  sul  territorio di  Caselle  Torinese: nello  specifico sulla ex SP2  in direzione Torino e sulla ex SP13 in direzione San Maurizio C.se. Si evidenzia che il rilevamento avviene solo ed  esclusivamente nel  senso  di  marcia  dove  sono posizionati i pali di rilevazione: pertanto, in direzione Torino e San Maurizio C.se e non nel senso di marcia contrario. Si comunica, altresì, che il limite di velocità è pari a 70 Km/h e, di conseguenza, con la tolleranza prevista dal Codice della Strada, la sanzione amministrativa minima scatta alla velocità di 76 Km/h”.

Per ulteriore conferma, nella giornata di giovedì 11 ottobre, si è tenuta una conferenza stampa, in Sala Giunta, per illustrare ai giornali la questione, alla presenza del sindaco Luca Baracco, del vicesindaco Paolo Gremo, dell’assessore alla Viabilità Giovanni Isabella, del comandante della Polizia Locale Alessandro Teppa e del responsabile relazioni esterne della società che gestirà gli impianti (Areariscossioni Srl di Mondovì) Giuseppe Catizone.

Ad aprire la conferenza, il sindaco che ha ricordato come l’installazione dei due autovelox “sia l’ultimo tassello di un lungo percorso di messa in sicurezza di un’arteria stradale molto pericolosa, che negli anni ha visto accadere diverse decine di incidenti gravi, alcuni anche mortali.
Un percorso iniziato con l’asfaltatura di tratti significativi, seguito con la partecipazione ad un bando regionale che certificò la pericolosità dell’area, ma che non generò finanziamenti in quanto i fondi previsti non erano sufficienti per tutti i progetti…
Ma per questa Amministrazione comunale la sicurezza è un argomento imprescindibile: perciò abbiamo investito 200 mila euro di risorse a bilancio.
Successivamente è stato piazzato il rilevatore di velocità senza meccanismo sanzionatorio per tentare di innescare un meccanismo di autoregolamentazione degli automobilisti. Ora siamo giunti agli autovelox.
Già nel mio precedente mandato come sindaco avevamo posto il focus su quell’arteria: con l’installazione degli autovelox, si giunge alla conclusione di un lavoro coerente ed organico per tentare di risolvere il problema”.
Non è però nostra intenzione”, continua Baracco, “fare trappole agli automobilisti per fare cassa, tant’è vero che abbiamo innalzato il limite di velocità su quel tratto da 50 km/h a 70, uniformandoci quindi al resto della strada provinciale, perché, strutturalmente, per il Codice della strada, è un limite fattibile. Ricordiamo che la velocità, unitamente al cattivo utilizzo degli smartphone, è la prima causa di incidenti”.
Concludendo”, prosegue il sindaco, “il nostro interesse è la sicurezza e la tutela degli automobilisti, mentre il nostro obiettivo è fare meno multe possibili. Con gli incassi che ci saranno, il cui 50% è già vincolato per legge a progetti di messa in sicurezza stradale, cominceremo a ragionare su progetti di messa in sicurezza di punti sensibili sul territorio cittadino, ad esempio davanti alle scuole, davanti al poliambulatorio di via Savonarola”.

Precisa l’assessore Isabella: “Il fatto che non vogliamo fare cassa, a differenza di ciò che sostiene qualcuno, lo si può desumere da diversi fattori: l’aver innalzato i limiti di velocità, l’aver apposto una cartellonistica persino sovrabbondante, l’aver eliminato le fronde che potevano limitare la visuale… Abbiamo investito 250 mila euro per i velox. Gli automobilisti sanzionati potranno recarsi in un nuovo ufficio che sarà ubicato in piazza Garambois per poter visionare le foto, senza quindi doversi più recare a Settimo”.

Ha concluso Catizone: “Volevamo ricordare che oggi i velox possono essere messi solo più su strade ritenute pericolose da un decreto prefettizio. Oltretutto, il Comune ha predisposto un bando molto oculato: tutti i rischi della gestione dell’impianto sono a carico della ditta privata, tanto è vero che non è stato previsto un guadagno fisso per il gestore, come succede in altri Comuni. Inoltre, entrando a regime il funzionamento di un impianto, statisticamente, il 95-98% degli automobilisti si adegua alla velocità imposta, soprattutto chi è del territorio”.

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