In uno degli ultimi Consigli Comunali casellesi, il consigliere di minoranza Luigi Chiappero ha lanciato una sorta di “grido d’allarme”: lasciamo spazio ai giovani, facciamo parlare ed intervenire i giovani nei Consigli e nella politica in generale.
Cose Nostre ha deciso di “raccogliere” l’appello dell’avvocato Chiappero, cominciando ad intervistare un giovane consigliere comunale del Partito Democratico, Arturo Caracciolo, subentrato da pochi mesi a seguito delle dimissioni della consigliera Sara Li Gregni.

Lei è un consigliere comunale giovane. Come mai questa scelta di fare politica in anni in cui sempre meno giovani si avvicinano a questo mondo?
“Già all’età di 15-16 anni mi appassionavano le campagne elettorali del mio paese nativo, Palizzi, in provincia di Reggio Calabria, dove ho vissuto gli anni della mia fanciullezza fino al periodo universitario. Ora mi ritrovo qui a Caselle, a lavorare come insegnante e a fare politica nel migliore dei modi a me possibile per dare, questa è la mia speranza, un qualcosa in più a questo paese e quindi alla cittadinanza tutta. Sono entrato a far politica perché è un qualcosa che mi coinvolge: rendermi disponibile per gli altri m’aggrada e lo faccio cercando di mettermi in gioco a livello personale.”

Secondo lei come si possono attrarre i giovani? Perché la politica sembra escluderli?
“Purtroppo molti giovani non si appassionano alla politica perché hanno altre distrazioni, pensano che la politica sia una cosa “per grandi”, “lontana” da loro, ma non è così: anzi, i giovani possono portare idee innovative che forse una persona adulta non sempre riesce ad avere; poi i giovani, grazie all’uso della tecnologia, dei social, ecc. sono anche maggiormente al passo con i tempi. D’altro canto gli adulti dovrebbero cercare di includerli insegnandogli come fare politica, come funziona la macchina burocratica comunale e non solo, realizzando delle riunioni su tematiche diverse, ecc. Insieme ad altri ragazzi facciamo parte di un nascente gruppo politico di giovani, che si ispira ai valori della Sinistra, ma che è aperto a tutti, anche a chi ancora non sa dove collocare il proprio pensiero politico. Ci riuniamo una volta al mese per trattare diversi temi, a partire da quelli locali fino a quelli nazionali. Colgo l’occasione per invitare qualsiasi giovane dai 16 ai 30 anni a venire a discutere con noi, con tutta tranquillità. Ormai tutti abbiamo un social media: è sufficiente che chi è interessato mi contatti e gli farò sapere dove e quando ci incontreremo.”

Come può il Pd, e la sinistra in generale, cambiare la situazione attuale e tornare al governo nazionale. Ma prima ancora, come può il Pd tornare ad essere protagonista della vita pubblica, sociale e culturale italiana?
“Sicuramente in primis la Sinistra deve ritornare ad essere unita, senza i soliti litigi che spesso ne hanno contraddistinto la storia. Secondariamente la Sinistra deve riallacciare quelle tematiche di cui i cittadini hanno bisogno di sentir parlare, a partire dal lavoro, dai giovani, dalle pensioni, dall’aiuto alle persone più deboli, ecc. I dati resi pubblici nelle settimane scorse hanno chiaramente dimostrato che i Governi precedenti, dal 2013 al 2017, quindi i Governi Letta-Renzi-Gentiloni, hanno fatto molto su numerosi di questi temi: per esempio la disoccupazione è diminuita dal 12,7% al 11,2% (sempre alta rispetto ad altri paesi Europei, ma in diminuzione), ci sono stati investimenti del +10 %, le tasse son calate di 2 punti percentuali dal 43% al 41% (indubbiamente elevate, ma si è invertita la tendenza), le famiglie hanno iniziato nuovamente a consumare di più (+5%)… quindi grazie a questi Governi un risveglio c’è stato. Purtroppo, però, la comunicazione a volte deformata e anche le varie fake news hanno portato gli elettori a non valorizzare correttamente questi dati e a cambiare opinione sul PD e sulla sinistra in generale. La situazione attuale è molto complicata, ci si sta soffermando unicamente sul tema immigrazione, quando realmente solo 2,4 su 1000 abitanti di rifugiati rimane in Italia: si parla quindi di “invasione” quando effettivamente non lo è. Direi che è diventato più un caso mediatico per accaparrarsi ancora qualche voto piuttosto che un caso effettivamente reale. Riporto le parole di Gino Strada di qualche giorno fa, le migrazioni “soltanto un cretino può pensare di fermarle” in quanto “la storia dell’umanità è una storia di migrazione”. Non metto sicuramente in dubbio che gli immigrati arrivano e che tale fenomeno vada gestito, ma non è da oggi che arrivano, ma da “sempre”. La soluzione a questa situazione non può essere immediata, ma sicuramente il PD e la sinistra in generale hanno fatto bene a non fare nessuna alleanza di Governo: anche perché gli elettori si sono espressi in modo chiaro, quindi il ruolo giusto è quello dell’Opposizione. Da qui bisogna ripartire.”

Quali saranno le priorità della sua attività consiliare?
“Più che di priorità parlerei di apprensioni, cioè captare quelli che sono i bisogni o le “lamentele” costruttive dei cittadini e portarle alla conoscenza dell’Amministrazione. In più sicuramente desidero dare priorità alla mia formazione nell’ambito amministrativo. Conoscere bene come funziona la macchina comunale per potermi mettere a disposizione fin da oggi e, magari, anche in futuro. Per il momento la collaborazione con la Giunta è continua e proficua. Attualmente mi sto occupando di un progetto per le fasce deboli volto a sostenere coloro che sono in difficoltà nella preparazione dei propri pasti: a breve spero di poterlo esporre con dei maggiori dettagli.”

Non le sembra che il Consiglio Comunale casellese sia sempre più un luogo dove più che discutere, si ratificano decisioni già prese?
“Non sono convinto di questo, anzi. Noi Consiglieri (sia di Maggioranza sia di Opposizione) abbiamo la possibilità di discutere ed approfondire i vari temi non solo in Consiglio, ma anche nelle varie Commissioni. Inoltre, noi Consiglieri di Maggioranza ci incontriamo tutti i lunedì unitamente a Sindaco e Giunta per discutere dei progetti in corso e delle problematiche della Città.”

 

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