“Investire per creare 100 posti di lavoro… è sbagliato?”: questo il titolo del comunicato stampa fatto pervenire a Cose Nostre dalla Bertetto Center Sas in merito alla questione relativa alla definizione degli oneri di urbanizzazione che l’azienda deve versare alle casse comunali per l’ampliamento dell’ex Mobilificio Bertetto di strada Torino, divenuto ora Bertetto Center.

Il Consiglio di Stato, con una sentenza del 18 settembre scorso, ha respinto il ricorso dell’azienda per la revocazione della sentenza dell’ottobre 2017, che aveva a sua volta confermato la sentenza del TAR del Piemonte del 2016. A seguire il comunicato integrale della Bertetto Center: “La mancata accettazione da parte del Consiglio di Stato di rivedere il suo giudizio, visti i maggiori chiarimenti forniti loro, rispetto al ricorso presentato a suo tempo, ci ha non solo rammaricato per avere ricevuto, a nostro giudizio, una grave ingiustizia, ma soprattutto ci ha amareggiati. Amarezza per il mancato rispetto verso persone che, rischiando del loro, cercano di movimentare l’economia per creare oltre 100 posti di lavoro, in un momento in cui la disoccupazione è alle stelle e le famiglie sono in serie difficoltà economiche. In altre realtà, non solo straniere, ma anche italiane, gli imprenditori vengono invogliati ad insediarsi nel territorio per dare occupazione, offrendo loro capannoni, a titolo gratuito, corrente elettrica, esenzioni dal pagamento delle tasse per un certo numero di anni, finanziamenti a tassi agevolati… Nel nostro caso invece è capitato tutto il contrario, ma non solo, abbiamo dovuto sostenere maggiori spese su qualsiasi cosa. Lavori mal fatti, costi raddoppiati per la realizzazione del fatidico ampliamento di 600 mq su due piani, in quanto il primo prefabbricato ordinato non è risultato conforme alle necessità richieste dalle norme (e la giustizia, anche in quel caso, nel primo grado ci ha dato torto!!), pressoché inesistente la collaborazione da parte degli istituti finanziari, nonostante le garanzie reali ed i flussi di cassa fossero e siano ampiamente soddisfacenti. Da imprenditori seri, presenti, in modo serio, sul territorio italiano da generazioni, avremmo preferito una collaborazione costruttiva da parte dell’Amministrazione Pubblica e non ricevere richieste di quasi 500.000 euro per aver edificato solo 1200 mq. A dir poco un assurdo! Inoltre non bisogna dimenticare anche i circa 400.000 euro di lavori fatti e non scomputati che verranno ceduti quindi gratuitamente alla nostra Amministrazione Comunale!! Per cui, oltre a questi soldi spesi per queste opere, siamo costretti a versare altri € 458.000 per un misero ampliamento di 1200 mq (600 mq per piano) giustificando questa richiesta al fatto che vi è un incremento del carico urbanistico!! Ma quale? L’edificio è lì dal 1970. Se invece di essere occupato da un mobilificio artigianale fosse stato occupato da un’altra realtà commerciale di carattere industriale o da una multinazionale, che poteva essere tranquillamente ospitata al suo interno, di quale incremento si sta parlando? Invece di chiedere cose “sensate” ed “aiutare” chi promuove nuove iniziative occupazionali… Beh, che dire: povera Italia! Inoltre, così facendo, purtroppo, si è creato un vero danno erariale! Infatti, grazie ai ritardi di completamento del progetto, non si sono create le possibilità di incremento del valore dell’immobile e quindi un maggiore introito IMU; il reddito della nostra società non si è incrementato, anzi, e quindi un minore introito delle tasse; non si sono creati posti di lavoro e quindi tasse sul reddito in meno e mancati incassi INPS (anzi magari ci sono state delle fuoriuscite per il pagamento della disoccupazione) ed INAIL; oneri di urbanizzazione che potevano essere già incassati per l’ulteriore nuova costruzione, senza contare gli introiti generati dall’indotto. Comunque, da persone serie, anche con molte difficoltà, faremo fronte non solo agli impegni presi ma anche ai castighi arrivati e, nonostante tutte le criticità che ci sono state create su diversi fronti, noi continueremo la nostra battaglia per rivendicare le nostre ragioni e per completare il nostro progetto, ma, soprattutto, per difendere i sacrifici di chi ci ha preceduto. In merito, invece, alla fidejussione che risulterebbe falsa, che ribadiamo, non è stata da noi né fatta fare né presentata, confidiamo, e siamo certi, che il corretto operato della Procura riuscirà a chiarire questa vicenda ma anche a darci risposta a tante nostre domande e sicuramente si capiranno tante cose”.

La breve replica del sindaco Luca Baracco: “Prendiamo atto come Amministrazione Comunale della sentenza che conferma il nostro corretto operato, in assoluta trasparenza e rispetto della normativa. Le norme prevedono quanto si debba pagare e per cosa. Sul problema legato alla fidejussione, al momento non abbiamo nessuna novità sostanziale: la Procura prosegue con le proprie indagini e ne attendiamo gli sviluppi”.

 

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