Siamo oramai quasi giunti alla fine del 2018. Passeggiando per il centro storico di Caselle, si vedono ancora diverse vetrine vuote, con affissi cartelli “vendesi” o “affittasi”.

La crisi del commercio di vicinato perdura oppure è solo una sensazione sbagliata?
I commercianti della nostra cittadina che prospettive e che percezioni hanno? Lo abbiamo chiesto all’assessore al Commercio, Paolo Gremo, ed al presidente della LACA (Libera Associazione Commercianti ed Artigiani), Luca Marchiori.

Paolo_Gremo01La dichiarazione di Gremo: “A mio avviso la situazione, in questo ultimo periodo, non è cambiata molto. Ma paradossalmente, si è “ripopolata” via Torino, sia nell’area occupata in precedenza dall’isola pedonale, sia nel primo tratto a ridosso del Prato Fiera.
Ripeto, più o meno l’andamento è costante, ma con l’apertura al traffico veicolare dell’intera via, sono stati affittati locali che erano vuoti da tempo: evidentemente, la visibilità dovuta al passaggio con le automobili è utile e fa da richiamo”. “Non sono certamente anni di vacche grasse”, prosegue l’assessore, “ma mi sento di affermare che nella nostra cittadina il commercio di vicinato regge e a dirlo sono i numeri statistici. Un esempio? Nel 2018  a noi risultano 14 nuove aperture, a fronte di 11 cessazioni; ci sono stati anche 9 subingressi. Ed il merito è dell’impegno profuso dai commercianti stessi. Io direi che c’è una percezione di crescita, grazie anche all’organizzazione di manifestazioni che hanno aiutato a fare economia”. “Inoltre i dati, e le percezioni”, continua Gremo, “sono confermati dall’Osservatorio Regionale del Commercio; dati che sono necessari per preparare il Documento Programmatico del Commercio, documento poi approvato in Consiglio comunale. Un documento dove si dà atto della crescita di interesse e dell’accessibilità del nostro commercio di vicinato. Ma per me è fondamentale anche la crescita “sociale” del nostro commercio, ovvero il commercio di vicinato dev’essere presente nella vita quotidiana del centro storico ed avere anche una valenza ricreativa per rendere attrattivo e far conoscere il cuore di Caselle quando, per esempio, si organizzano delle manifestazioni. Si deve essere attrattivi e accattivanti per tutta la famiglia, non solo per uno dei membri”. Conclude l’assessore: ”Quando organizziamo una manifestazione ci sono due ruoli in campo. Quello dell’Amministrazione comunale che deve garantire l’aspetto, per così dire, ambientale del centro cittadino: accessibilità, viabilità, parcheggi. E quello dell’associazione commercianti che deve rendere attrattivo sia il centro stesso, sia l’evento organizzato. Noi come Amministrazione interveniamo ancora rendendo gratuita l’occupazione del suolo pubblico per manifestazioni a carattere sociale organizzate dai commercianti, perché il centro storico va vissuto ed è l’unico modo per un centro commerciale “naturale” per contrastare i centri commerciali nati per riempirti a 360° la giornata per tutti i componenti di una famiglia. Attenzione però, quando parlo di centri commerciali penso a “colossi” come “Le Gru”, non di certo a supermercati come il nostro Bennet”.

Luca-MarchioriIl pensiero di Marchiori: “La crisi del commercio di vicinato è sotto gli occhi di tutti e Caselle non può esserne di certo esente. Allo stesso tempo però, il commercio casellese sta cercando, con tutti i mezzi disponibili, di rimettersi in gioco. E’ sicuramente un’operazione complessa che necessita della collaborazione e dell’unione d’intenti di tutte le parti in causa: commercianti, artigiani, Amministratori pubblici ed anche dei cittadini casellesi. Cittadini che devono comprendere l’importanza del servizio offerto alla nostra comunità dal commercio di vicinato. Pensare ad un centro storico come il nostro, privo di attività commerciali, metterebbe i brividi a chiunque: sarebbe un paese fantasma, senza anima. Non abbiamo la bacchetta magica, ma con passione e coraggio, ci stiamo provando. La strada è tortuosa e sarà ancora lunga, ma qualcosa di buono stiamo iniziando a percepirlo”.

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