Durante l’ultimo Consiglio comunale del 22 ottobre scorso, il sindaco Luca Baracco ha comunicato che la Regione Piemonte ha ufficializzato lo stanziamento dei 500 mila euro, di cui si parlava da tempo ormai, da utilizzare per il ripristino delle difese spondali del torrente Stura in Borgata Francia. I fondi fanno parte di uno stanziamento ben più ampio messo a disposizione dal CIPE (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica) alla Regione per opere di messa in sicurezza idrogeologica, opere che in questi giorni di maltempo e disgrazie sembrano, se possibile, ancora più necessarie ed impellenti.

Com’è noto, grazie anche all’attività informativa messa in campo dal Comitato Borgata Francia e Zona Caldano, i frangiflutti realizzati anni fa sono ormai inesistenti e la forza dell’acqua, a causa anche del letto a schiena d’asino del torrente, erode le sponde lato Caselle.
Lo stanziamento è stato confermato l’8 ottobre, ma il fatto che ora esistano i fondi non significa che siano immediatamente disponibili, anzi tutt’altro, come confermato da Baracco stesso e dall’assessore all’Ambiente Giovanni Isabella: “La Regione ci ha finalmente confermato lo stanziamento dei fondi per poter attuare un primo intervento a difesa della borgata, ma ciò non è sufficiente per noi come Amministrazione. Abbiamo già inviato un sollecito scritto in Regione per avere maggiori informazioni e delucidazioni: sollecito finora  rimasto senza risposta. Se non arriveranno risposte a breve, chiederemo direttamente un appuntamento: abbiamo bisogno che ci comunichino le modalità di gestione ed utilizzo di questo stanziamento.
Le complessità burocratiche non sono da poco in Italia ed è noto a tutti i cittadini.
Un esempio? Chi organizza e gestisce i fondi, le gare e quindi i lavori? Lo fa la Regione direttamente o delega il tutto al Comune? O lo fa parzialmente? Prima di operare è necessario avere tutte queste informazioni”. Non resta che sperare che la Regione risponda nel più breve tempo possibile ai quesiti posti dall’Amministrazione comunale casellese per poter poi mettere in moto la macchina burocratica.

 

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