Da pochi giorni sono stati pubblicati i dati sulle contravvenzioni elevate nel primo mese (15 ottobre – 15 novembre) di funzionamento dei due autovelox posti dall’Amministrazione comunale casellese sulle ex SP2 e 13.

Naturalmente, come sempre accade con le nuove installazioni, è stata una “strage”: 16796 violazioni per eccesso di velocità! E come accade sempre, fisiologicamente, nei prossimi mesi si assisterà ad una caduta verticale delle multe comminate, perché gli automobilisti si adegueranno alla situazione, vero obiettivo della Giunta Baracco, come più volte dichiarato, in strade che hanno visto, nel corso degli anni, diversi gravi incidenti, soprattutto in orari serali e notturni, alcuni mortali.
Quasi 17 mila contravvenzioni, ma solo un’ottantina di utenti si sono recati in piazza Garambois all’apposito sportello aperto per fornire chiarimenti. E solo poco più di 350 sono state le telefonate…
Eppure ci sono state numerose proteste, sui social e non solo, sul fatto che sono due impianti installati solo per fare cassa, o quasi; e la stragrande maggioranza delle proteste arrivano non da Caselle, ma bensì da San Maurizio Canavese.
Dal Comune confinante ci si lamenta del fatto che il velox è stato posto a soli 200 metri circa dal confine comunale, mentre sarebbe stato più logico, per esempio, ragionando in un’ottica di sicurezza e non di cassa, porlo assai più all’interno del confine comunale casellese e, magari, migliorare l’asfalto, ritenuto in condizioni non ottimali. Accuse che il sindaco di Caselle, Luca Baracco, non condivide affatto: “Ritengo che l’installazione dei velox a 200 metri dal confine sia un falso problema, ma anche se li avessimo installati a 400 metri… L’interazione dell’automobilista sarebbe cambiata in base ai metri di distanza da un immaginario confine? Il nostro obiettivo è sempre stato quello di azzerare il numero di morti e di ridurre il più possibile il numero di incidenti gravi avvenuti in quelle strade, sempre per eccesso di velocità. Trovo ridicolo il pensiero di qualcuno che sia una “punizione” nei confronti dei residenti sanmauriziesi. Oltretutto abbiamo elevato anche il limite di velocità, portandolo da 50 km/h a 70, uniformandolo al resto della strada. Ma prima di fare tutto ciò, abbiamo migliorato il fondo stradale e sistemato i guard-rail. Il problema è che, in Italia, le regole funzionano, spesso, solo con lo spauracchio del metodo sanzionatorio”.

Andando poi a “spulciare” i dati forniti da Areariscossioni, la società che gestisce i due impianti, risulta che gli automobilisti residenti a San Maurizio che sono incappati in una sanzione sono all’incirca un migliaio. Stesso ordine di grandezza per i residenti a Ciriè. La parte del leone, in negativo, la fanno i torinesi: circa 4 mila le multe comminate. Ma in realtà, il dato del capoluogo è falsato dalla presenza di molte vetture prese a noleggio. A seguire, c’è San Francesco al Campo con circa 500 sanzioni. Caselle, Borgaro, Leinì e Nole viaggiano tra le 300 e le 400 contravvenzioni. Attendiamo ora i dati del secondo mese per fare poi una nuova analisi della situazione.

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