Don Claudio WEB

Il Natale, ormai, è una festa non riservata ai cristiani ma sempre più carica di una valenza legata all’esperienza umana. I valori della quotidianità, le relazioni umane, l’amicizia, l’amore, la fraternità sono ormai legati a questo giorno al punto che anche là dove c’è contrapposizione tra credenti e non credenti, la festa rimane tale: magari, invece di “Buon Natale” si augura un più generico “Buone Feste”; ma il clima dell’incontro, della gioia, dell’intimità è da quasi tutti condivisa.

Il Natale, se visto nel suo vero significato, è una autentica occasione per riaccendere quella speranza che riguarda l’umanità intera.

“Dio si è fatto uomo, perché l’uomo diventi Dio”.

Il presepe è la riproduzione di quell’evento umile e povero che, se ci pensiamo bene, è tra i più umani e quotidiani: una donna che partorisce un figlio. È un evento di speranza.

Noi bambini mettevamo tanta cura nell’allestimento di un presepe, semplice, povero, fatto spesso di materiale riciclato, con statuine già consumate perché sentivamo di poter vivere dentro di noi quello che cercavamo di raffigurare.

E un momento di preghiera attorno al presepe diventava logico, naturale. Gli impegni ad essere più buoni, di riconciliarsi con quelli con i quali si era in lite, di perdonare le offese erano presi (e non sempre mantenuti) davanti al presepe, spesso su suggerimento dei genitori.

Natale di altri tempi?! Per certi aspetti, forse, sì. Ma la pace, la concordia, l’armonia nella vita familiare e nei rapporti sociali di pendono da ciascuno per custodirli e farli vivere. E possono essere suggeriti dal Natale nel suo vero volto: un Dio che si fa uomo come noi, innesta la sua vita divina nella nostra natura umana, perché possiamo spendere al meglio la nostra esistenza.

Ci vogliamo allora augurare un “Buon Natale” nel Signore: ci aiuti a portare un po’ più di serenità e di speranza soprattutto nelle famiglie  che stanno attraversando momenti bui e difficili.

Dobbiamo però rimboccarci le maniche e collaborare con Lui, per il bene di tutta la nostra comunità di Caselle.

Don Claudio

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Elis Calegari
Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre ( quando si dice il caso…) del 1952. Ha contribuito a fondare Cose Nostre, firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato anche collaboratore di presdtigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis”, seguendo per più di un decennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”. Attualmente è anche direttore responsabile di “0/15 Tennis Magazine”.

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