Ormai da diversi anni, il 27 gennaio è stato proclamato Giorno della Memoria, per commemorare le vittime dell’Olocausto. Ma questa immane tragedia che è stata la Shoah, andrebbe ricordata tutto l’anno, soprattutto oggigiorno che l’antisemitismo, il razzismo e la xenofobia sembrano tornare ad essere un fenomeno preoccupante.
E il Comune di Caselle, tramite l’Assessorato alle Politiche Culturali, quest’anno ha deciso di fare le cose in grande, con la collaborazione di altre realtà culturali ed associative: ben cinque saranno infatti gli appuntamenti (in un cartellone dal titolo “Ricordare è dovere”), presentati con una conferenza stampa l’8 gennaio, a Palazzo Mosca, nella Biblioteca Civica.

Alla presenza dei rappresentanti delle associazioni protagoniste e del sindaco Luca Baracco, l’assessore Erica Santoro ha esordito affermando che la situazione attuale, con questa recrudescenza dell’antisemitismo, “è figlia di un percorso a ritroso di questo Paese. La mia generazione è responsabile di un degrado culturale: da qui in poi, è proseguito l’impoverimento delle nuove generazioni. Ormai la figura del genitore latita e chiediamo, sempre di più, alla scuola di sostituirci nei nostri compiti”. “Come assessore non mi basta più”, ha continuato la Santoro, “dire che sono stata ad un evento: vorrei che al termine di tale evento qualche partecipante andasse a casa dicendo “ho capito, ho imparato qualcosa di nuovo”. Quest’anno abbiamo voluto focalizzarci su altri aspetti della Shoah, tralasciando Auschwitz”.

L’assessore ha concluso dicendo che “non possiamo più dire non sapevamo, non abbiamo capito: gli alibi sono finiti. La malattia è nota, è già accaduta: la prossima volta potrebbe toccare a noi”. Infine un invito: “vorrei iniziare a lavorare insieme ai colleghi assessori alla Cultura di NET per pianificare meglio iniziative come questo: la cultura deve tornare ad avere un peso”. Per il professor Vercelli, “le nuove generazioni hanno perso il senso del rapporto tra passato e presente. Anche molti studenti universitari sono appiattiti sul presente, trascurando il passato: è importante fare iniziative in rete, non occasionali”. Secondo Vittorio Sclaverani, presidente dell’Associazione Nazionale Museo del Cinema, “le biblioteche devono essere un polo di resistenza culturale”.
Per l’architetto Frassa, associazione It.Art, “non bisognerebbe concentrare tutte le iniziative per la Giornata della Memoria a ridosso della data “canonica”, rischiamo di creare, in un certo senso, una nuova “ghettizzazione”: bisognerebbe ampliare l’offerta nel corso di tutto l’anno”.
Per il sindaco Baracco, come Amministrazioni bisogna trovare “il coraggio di osare di più, vista la pericolosità di questa fase storica, prendendo posizioni, anche nette, e non permettendo lo sdoganamento di certi linguaggi e messaggi”.

Infine, ecco gli eventi: si parte l’11 gennaio (Sala Consiliare, ore 20,30) con la presentazione del libro del professor Claudio Vercelli, “1938 – Francamente razzisti, le leggi razziali in Italia”, con introduzione del dottor Davide Aimonetto; si prosegue il 18 gennaio (Sala Cervi, ore 20,30) con la proiezione del documentario “Storia di 1 tram”, di Elis Karakaci e Alessandro Genitori (che saranno presenti in sala), ambientato nella Torino anni ’30; poi il 26 gennaio (sempre Sala Cervi, ore 21) rappresentazione teatrale a cura dell’associazione It.Art, “Shalom Aleikhem!”, ispirata a Giuseppe Jona, presidente della comunità ebraica veneziana durante la Seconda Guerra Mondiale; il 3 febbraio (ancora Sala Cervi, ore 21), spettacolo teatrale, organizzato dalla Pro Loco, “I bambini e la Shoah”, compagnia teatrale torinese degli “Instabili”; chiusura l’8 febbraio (Sala Consiliare, ore 20,30) con “Yad Vashem e il Tribunale dei Giusti”, incontro a cura del dottor Davide Aimonetto.

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