“2018: investimenti al via sull’asse Torino-Caselle”, così titolava Cose Nostre di gennaio, un anno fa. Oltre 500 milioni di euro. Questa l’impressionante cifra del volume totale di investimenti, in parte pubblici, in parte privati, che era in ballo, nel triennio 2018-2020, su un’area tutto sommato circoscritta, sull’asse che collega Torino con l’aeroporto di Caselle.  Investimenti che dovrebbero entrare “in esercizio” a fine 2020, dando credito ai programmi dichiarati e ai cronoprogrammi ufficiali.
Opportuno fare il punto ad un anno di distanza.


 

1. Il COM di Caselle

  • Soggetto attuatore: SATAC/Aedes Siiq
  • valore investimento: 350 milioni di euro

Una parte importante del valore dell’investimento, circa 50 milioni di euro, è destinata ad adeguamenti viari, sia in Caselle, sia ai confini con San Maurizio, Borgaro e Leinì, nonché ad opere di urbanizzazione e di compensazione. Il resto della cifra serve per la costruzione del mega-parco commerciale, battezzato COM, acronimo per Caselle Open Mall. Su una superficie a disposizione, a fianco di aeroporto e stazione ferroviaria, di 114mila mq, 230 negozi e 45 unità di media superficie con i principali marchi internazionali, 9.400mq dedicati alla ristorazione con 40 bar e ristoranti, 18.700 mq dedicati all’intrattenimento, 8.000 posti auto: questi gli impressionanti numeri del progetto, che lo porrebbero al terzo posto, in Italia, fra le nuove realizzazioni. 

Veduta aerea del progetto

Per quanto riguarda le autorizzazioni, il COM di Caselle, ottenute negli anni passati quelle commerciali ed urbanistiche dopo un lungo e tormentato iter, ricco di stop e colpi di scena, aveva a fine marzo 2017 stipulato la Convenzione urbanistica con il Comune di Caselle. Tale firma sembrava potesse portare in tempi brevi al rilascio dei permessi a costruire e quindi all’apertura dei cantieri. Così invece non è stato, almeno finora. Il rilascio dei permessi a costruire da parte del Comune di Caselle, prima ipotizzato per la primavera 2018, poi entro l’estate, è stato finora impedito dal ritardo nell’espressione del parere da parte del Comando dei Vigili del Fuoco.

Cartello COM a Cannes

Sul fronte del reperimento dei capitali necessari a sostenere l’investimento, la società, a fine settembre 2018, ha dichiarato che, per il progetto di Torino Caselle, “siamo alla ricerca di investitori, compresi fondi di private equity. Abbiamo riscontrato grande interesse e ci siamo dati fine anno come scadenza possibile per fare scelte strategiche”. Nel frattempo, nell’ultimo scorcio di anno, alcune operazioni societarie (la scissione di Aedes in due società e un’operazione di raggruppamento di azioni) sembrano non essere state accolte bene dal mercato, che ha penalizzato fortemente il valore del titolo. Questo fatto ha rafforzato il fronte degli scettici sulla reale possibilità di partenza del COM. A breve, comunque, sapremo chi ha ragione. Sembra infatti, dalle ultime notizie, che il rilascio dei permessi a costruire sia ormai imminente, e il pagamento degli ingenti oneri necessari a ritirarli da parte di Aedes sarà la cartina di tornasole della volontà e capacità di andare avanti col progetto.


 

2. Galleria ferroviaria sotto corso Grosseto

  • Soggetto attuatore: SRC Regione Piemonte
  • valore investimento: 175 milioni di euro

L’opera consentirà, a fine lavori, di attestare la ferrovia Torino-Ceres sul Passante Ferroviario di Torino, con innesto in corrispondenza dell’esistente stazione Fossata/Rebaudengo. Con 23 minuti di viaggio da Caselle Aeroporto (20 da Caselle città) si arriverà, senza trasbordi, a Torino Porta Susa. Nella figura, lo schema del collegamento, come sarà a regime. L’opera è coperta da fondi pubblici, in parte statali (CIPE), in parte della Regione.

Schema collegamento ferroviario, fonte-Agenzia Mobilità Piemontese

I lavori sono stati consegnati a fine settembre 2017 al consorzio d’imprese vincitore della gara d’appalto gestita dalla società di committenza regionale SCR. Il cronoprogramma prevede una durata dei lavori di 34 mesi. Ne sono passati 15. Ci avviamo quindi verso la metà del tempo programmato per i lavori. Tempo speso bene? L’andamento dei lavori è stato, possiamo dire, a due facce. I primi sei mesi hanno avuto vari intoppi, fra cui principalmente la presenza dell’amianto nelle coperture stradali dei cavalcavia di largo Grosseto.

Cavalcavia in largo Grosseto ora demolito

La demolizione di questi cavalcavia è partita di fatto solo in primavera; le fasi più delicate per l’interferenza col traffico sono state fatte nelle notti d’agosto e sono ora praticamente completate, tranne la rampa iniziale su corso Potenza. La realizzazione delle gallerie ferroviarie sta procedendo bene: sono state ultimati i due curvoni, a inizio e fine tracciato, e si sta procedendo ora a tratte successive sui 3 km del rettilineo di corso Grosseto, deviando man mano il traffico sui due controviali. Nelle due immagini, il tratto di galleria fra via Casteldelfino e via Roccavione, e l’ultimo moncone del cavalcavia di largo Grosseto, qualche giorno prima della demolizione.

Corso Grosseto, fra via Casteldelfino e via Roccavione

A fine 2019, presumibilmente, ci sarà l’interruzione del servizio ferroviario, per consentire, sotto largo Grosseto, il raccordo fra la galleria esistente e quella nuova, con l’abbandono, da quel momento in poi, del tratto Madonna di Campagna-Dora. Comincerà, per i pendolari della ferrovia, un periodo di sacrificio con l’esercizio sostitutivo con autobus, in attesa, nel 2020, del rientro col nuovo assetto.


 

3. Innesto della superstrada di Caselle sul viale della spina

  • Soggetto attuatore: Comune di Torino
  • valore investimento: 10 milioni di euro

L’automobilista in ingresso a Torino, oltre alle due opzioni già presenti di immettersi su corso Grosseto direzione est (piazza Rebaudengo), oppure ovest (direzione stadio), in futuro potrà proseguire diritto, verso il centro città, imboccando il Viale della Spina realizzato sulla copertura del Passante Ferroviario

Nell’immagine la sistemazione prevista dei 700 metri del viale della spina, al confine col raccordo autostradale per Caselle (RA10), con gli svincoli verso corso Grosseto e la risistemazione del verde del parco Sempione.

Innesto fra viale della spina e superstrada per Caselle

I 10 milioni di euro necessari per finanziare quest’opera furono stanziati dal CIPE un anno fa, a dicembre 2017. I lavori non potevano comunque cominciare subito, perché gli svincoli in progetto verso corso Grosseto sono fisicamente sovrapposti alla galleria interrata della ferrovia Torino-Ceres, nel suo tratto finale che piega verso la stazione Fossata/Rebaudengo. Le opere interrate di questa galleria, realizzate nell’ambito del cantiere SCR, sono ora terminate, e teoricamente si potrebbe partire con i lavori di competenza del Comune. Invece non si parte. E chissà quando lo si potrà fare. Perché? Il problema sta un chilometro a valle, nei mega-ingorghi della rotonda di piazza Baldissera. Qui il Comune di Torino, l’estate scorsa, aveva aperto al traffico il tratto del viale della spina, corrispondente a corso Venezia. Il flusso aggiuntivo di auto, in direzione da nord verso il centro città, ha intasato la rotonda di piazza Baldissera. Non sapendo che altri pescipigliare, l’amministrazione torinese a inizio dicembre ha preso il provvedimento di chiudere corso Venezia, direzione centro città, e ha chiesto una consulenza al Politecnico per valutare possibili soluzioni al problema. Nell’attesa dei risultati dello studio, è altamente improbabile che il Comune metta in appalto la connessione del RA10 con corso Venezia/viale della spina, che immetterebbe altro traffico. Come minimo, aspetterà il termine dei lavori su corso Grosseto, e quindi la fine del 2020.

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