Venerdì scorso, secondo appuntamento con la rassegna “Ricordare è dovere – Eventi a ricordo della Shoah”, promossa dall’Assessorato alle Politiche Educative, Culturali e Giovanili e dalla Biblioteca Civica. La Sala Consiliare di Palazzo Mosca ha ospitato la proiezione del documentario “Storia di 1 tram”, prodotto da Cinemage e diretto da due giovani registi: Alessandro Genitori e Elis Karakaci.

Giovani ma con le idee ben chiare: portare avanti la propria passione per la cinematografia e la regia, quindi la propria idea di arte, ricordo ed informazione. Genitori, siciliano e laureato in Giurisprudenza, fa il giornalista; Karakaci, albanese e laureato al DAMS, fa il videomaker. “Innamorati” di Torino, investono ben 4 anni della loro vita per realizzare questi 50 minuti di documentario, la loro opera prima, indagando sulla Torino degli Anni ’30: il fermento culturale e del mondo universitario, il mondo del bello e del lusso con i suoi salotti, i suoi locali, il Teatro Regio, ma anche i bordelli, fino allo sfociare del dramma della repressione fascista crescente e della vergogna delle leggi razziali del 1938.
Come filo conduttore, il tram numero 1, antica linea circolare del centro città che raccoglieva e trasportava l’intellighenzia cittadina dell’epoca, con le loro idee, le loro speranze, i loro propositi antifascisti ed i loro drammi.

La linea 1, in un’epoca dove di automobili in circolazione ve ne erano ancora poche, ha infatti condotto allievi e professori al “mitico” liceo classico D’Azeglio ed alle varie facoltà universitarie. I due autori hanno raccolto le testimonianze di Bruno Segre e Massimo Ottolenghi, testimoni diretti, e di Piera Levi Montalcini (nipote di Rita Levi Montalcini) ed Emanuel Segre (figlio di Sion Segre Amar). Al termine della proiezione di questo lavoro molto interessante e ben curato, i due registi hanno interloquito con il pubblico presente, spiegando come sia difficoltoso fare cultura al giorno d’oggi in Italia, alle prese con problemi di budget e di reperimento di risorse, di distribuzione del lavoro ultimato e di burocrazia; ma, al tempo stesso, hanno invitato tutti a non demordere, ad inseguire le proprie passioni ed i propri sogni sempre, a qualsiasi età. Alla domanda su come sia stato possibile realizzare questo prezioso spaccato della Torino dell’epoca, i due artisti hanno chiarito che non bisogna mai avere paura di chiedere: ci va passione e tenacia, e prima o poi le porte si aprono…

A fine serata è stato anche proiettato il trailer del nuovo lavoro di Genitori e Karakaci, dal titolo “Stromboli”. Questi due promettenti autori, che hanno scelto Torino come città d’adozione, vanno sicuramente supportati e seguiti e rimaniamo in attesa di vedere, prossimamente, il nuovo lavoro: perché come dicono loro stessi, i sogni e le passioni vanno sempre inseguiti…

La serata è stata introdotta dall’assessore alla Cultura Erica Santoro e dalla responsabile del servizio bibliotecario Tiziana Ferrettino.

 

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