M5SridottoWebDa sempre l’informazione è basilare per la vita di ogni Paese, sia a livello nazionale che locale.

Informarsi fa parte della quotidianità di ognuno di noi studiando, lavorando, colloquiando, leggendo, acquistando, vendendo. Ogni cosa che noi facciamo durante il giorno è condizionata dall’informazione. Ma quanto e quando queste informazioni possono essere corrette e vere oppure condizionate da eventi o opinioni altrui? Quanto riusciamo a non farci condizionare da quanto viene letto e scritto o detto ? Quanto riusciamo a essere obiettivi e a mantenere una nostra posizione, un nostro punto di vista o una nostra convinzione senza essere condizionati da un’altra persona? Se siamo veramente obiettivi con noi stessi, non molto. Tutti i giorni siamo bersagliati da informazioni di ogni tipo che ci fanno vedere le cose da un altro punto di vista. Questo è molto positivo se le nostre idee cambiano confrontandosi con altri oppure se leggendo e istruendoci la nostra convinzione di base rimane quella, basata su principi fondamentali nati dall’educazione, dall’esperienza, dagli ideali ma che non devono e non possono essere stravolti da un articolo di giornale oppure da una delle tante trasmissioni tv che tutti i giorni seguiamo.

Il giornalismo è spesso definito il Quarto potere (dopo il legislativo, l’esecutivo e il giudiziario), per l’importanza che in uno Stato democratico dovrebbe rivestire e per gli interessi che coinvolge e contrasta.

La complessità e delicatezza del lavoro del giornalista dovrebbe essere quella di pubblicare la realtà e, in qualche modo, mettere su carta o on-line degli articoli di giornale le opinioni o le problematiche vissute dai cittadini. Pensiamo che il giornalismo debba essere un mezzo sopra le parti, non condizionabile, che rappresenti le necessità di una comunità, mettendo a confronto queste con le proposte e gli interventi di chi ci governa.

A livello nazionale la notizia invece di essere uno strumento di informazione, diventa strumento per cercare di ammaestrare una comunità di lettori, promuovendo la nascita di tifoserie avversarie che si combattono per le strade, nei bar, durante una cena oppure sempre di più, sulle pagine di Facebook.

Non si pretende neanche di capire o sapere se quanto scritto corrisponde a verità oppure no e non si verifica più se quella affermazione o ‘punto di vista’ possa creare delle conseguenze, spesso molto pesanti. Siamo nell’era delle fake news!

Spesso purtroppo a livello locale, la realtà non è quella che si legge sui giornali locali, non è quella che molti scrivono dietro una tastiera o commentano al bar.

Durante le manifestazioni cittadine o durante i consigli comunali la stampa è sempre rappresentata da una o l’altra testata, vediamo affannosamente digitare sulla tastiera coloro che poi scriveranno le notizie e le riporteranno cercando di essere obiettivi e cercando di non fare politica ma di raccontare semplicemente quello che si ascolta o si vede.

Spesso cerchiamo di aiutarli con comunicati stampa ad integrazione del fatto in discussione per far conoscere il nostro punto di vista, ma non sempre l’articolo rispecchia completamente la realtà dei fatti.

Questa critica vuol essere costruttiva, non vogliamo neanche lontanamente pensare che vi siano ordini di scuderia o pressioni esterne, non si vuole fare del vittimismo, ma aiutare la categoria a lavorare meglio, in maniera serena ed indipendente, e ad esternare e pubblicare i fatti come sono e non alterati.

Ogni fatto va descritto senza visioni di parte e le visioni politiche hanno stesso valore e bisogno di identica visibilità, tutto ciò succede spesso, ma raggiungeremo la perfezione quando verrà fatto sempre, relegando le fake news e il giornalismo di parte ad una minoranza risibile, alla quale non dare importanza.

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