M5SridottoWebDispari opportunità, due parole diverse rispetto a quelle che siamo abituati a sentire. Se vogliamo seguire il significato classico in voga raccontano di una lotta importante verso le ingiustizie, le azioni negative ed i reati commessi da chi prevarica le fasce più deboli per ricondurle in uno stato di inferiorità e debolezza, per non arrivare poi a situazioni pericolose per la vita delle stesse.

Qui vorremmo ampliare il significato estendendo a tutte le azioni di chi detiene un potere fisico, morale o intellettuale nei confronti di una minoranza, politica e non, composta da cittadini che vorrebbero essere ascoltati, coinvolti e soprattutto partecipi in tutto ciò che attiene alla nostra cittadina.

Paroloni? Forse. Esagerati? Forse.

Prendetevi un attimo di tempo, ritagliandolo dalla vita frenetica in cui tutti siamo coinvolti, per leggere queste poche righe che ci permetteranno di spiegare il perché di queste due parole.

Un governo cittadino è composto di maggioranza e minoranza, dove la maggioranza governa e l’opposizione vigila, controlla, contropropone e segnala idee, problemi e soluzioni.

Sembra banale e ovvio, ma a Caselle non è così.

Quasi sempre con garbo, ma sistematicamente, vengono compiuti piccoli atti, più o meno significativi, che ostacolano, rallentano e rendono difficilissimo il compito delle opposizioni, quando diciamo sistematicamente andiamo a chiarire che non sono casuali, non sono rari ma frequenti e sinceramente fastidiosi.

Facciamo qualche esempio? Ai lettori il giudizio sull’esagerazione o meno.

Ritenendo l’orario delle commissioni e dei consigli comunali non adatto alla massima partecipazione dei cittadini e che impedisce spesso la partecipazione dei consiglieri che, effettuando un orario di lavoro che li costringe ad uscire alle 19,30, il programmare ogni riunione alle 18 senza minima considerazione costituisce un esempio di dispari opportunità.

Gravissime altresì le esternazioni di figure istituzionali che, all’unica concessione, bontà loro, coglie la palla al balzo legata ad una assenza peraltro di un solo consigliere per affermare “vedete? è inutile”, quando invece l’atteggiamento corretto sarebbe continuare sulla nuova strada e trarre le conclusioni dopo un periodo di prova.

Peggio che mai chi afferma che se uno ha preso un impegno è conscio delle conseguenze, come per dire se hai voluto la bicicletta ora pedala, adducendo per sé il necessario tempo per la famiglia ma calpestando gli obblighi lavorativi altrui ed il rischio del licenziamento.

Parliamo di accessi atti richiesti dai consiglieri di opposizione che arrivano con un ritardo colossale non rispettando gli obblighi di legge? e quando arrivano sono incompleti e imprecisi?

Parliamo di petizioni, ovvero volontà dei cittadini non considerate, non convocate e non rispettate?

La sala giunta che il venerdì è dedicata all’incontro dei cittadini con il gruppo consiliare 5 stelle e per almeno 3 volte nel giro dell’ultimo anno occupata da eventi che si potevano tenere in giorni e luoghi diversi?

Di segnalazioni dei cittadini effettuate seguendo le regole ma ignorate senza spiegazione?

Cittadinanze onorarie proposte dalla minoranza e mai conferite, neanche come tentativo adducendo problemi risolvibili (o meno, ma finché non ci provi non lo sai …) e altre proposte dalla maggioranza realizzate alla velocità della luce?

Mozioni e proposte bocciate (e da un certo punto di vista ci può stare), ma quando approvate non viene mai dato seguito in commissioni mai convocate? (Per altri grandi progetti di ampio respiro e dimensione si è invece corso come Filippo Tortu nella finale dei 100 metri piani).

Può bastare? Siamo lamentosi o avvertite anche voi una sottile ma sostanziale volontà di non voler avere confronto e dare attenzione? Non pretendiamo ascolto assoluto e realizzazione di ogni idea e proposta, ma almeno una via di mezzo. Per noi esistono presupposti chiari, ci muoveremo sicuramente nei modi e nei metodi consentiti dalla legge e ci batteremo sempre per una pari opportunità intesa ad ampio raggio e che combatte ogni tipo di ingiustizia.

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