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Lo strano caso delle multe annullate. Sono quelle dell’ormai famoso autovelox di fronte all’aeroporto. Migliaia le contravvenzioni elevate agli automobilisti, con una incongruenza: 368 di queste sono state annullate dal nostro Comune. Il motivo? I proprietari delle auto sono irreperibili o non hanno ritirato la raccomandata, pur essendo le auto regolarmente intestate. Nel giro di 3 mesi sotto quell’autovelox sono passate (ed hanno commesso un’infrazione) almeno 300 persone che non si sa chi siano, irraggiungibili. Fantasmi. Quindi il Comune che fa? Li fa cercare? No: annulla la multa. Magari la prossima volta proviamoci anche noi.  Basta non ritirare la raccomandata…

Ovviamente non è così e lo conferma anche la legge, e per questo mi piacerebbe capire meglio cos’è accaduto. Anche perché è inquietante che sulle nostre strade, e nelle immediate vicinanze di un aeroporto, circolino così tante persone ed automezzi sulle cui origini vi siano dei dubbi. L’autovelox assumerebbe così non solo la funzione di cassa per le nostre finanze, ma quella ben più preziosa di controllo del territorio. Certo ci va un approfondimento da parte di chi di dovere, e per questo ho richiesto tutti i documenti. Poi questo tipo di contravvenzione è chiaro a tutti che è molto simile alle reti a strascico usate per la pesca: se qualche pesce scappa non val la pena di rincorrerlo. Ma quando si sente di trionfalistici incassi è necessario sapere che a grandi onori (economici) devono corrispondere anche alcuni oneri, ovvero la ricerca di chi non paga il dovuto. Perché altrimenti passa l’idea che un padre di famiglia che una mattina per distrazione ha sforato di 8 km all’ora il limite viene punito severamente, e gli altri invece la fanno franca.

È inoltre notizia degli ultimi giorni che sono state annullate anche altre 1400 contravvenzioni varie per ulteriori 100 mila euro di incasso in meno (quindi con quelle di prima fanno 130 mila), questa volta perché le auto sono intestate a stranieri, più difficili da reperire. In tempi non sospetti avevo detto, su queste pagine, che i vigili in carenza cronica di personale non avrebbero potuto far fronte alla mole di lavoro derivante dalle contravvenzioni, però la soluzione adottata non pare corretta. Si creano malumori e disuguaglianze tra chi paga e chi no.

Sulle aree Ata. Nell’ultimo numero di Cose Nostre è stato ripreso parte di un mio precedente articolo, quello sul centro commerciale sequestrato a Parma. Resto della mia idea: non è possibile far assumere a consiglieri ed uffici comunali le responsabilità che né Enac né altri enti vogliono assumersi. Il parere che Enac ci ha fornito sull’opera non è un parere positivo a prescindere, ma un parere positivo vincolato: se ci assumiamo noi le responsabilità di eventuali incidenti aerei o altro, Enac non avrà nulla da ridire. Come affermare: fate un po’come vi pare, basta che non siamo responsabili. Non è proprio così, e non basteranno le Assicurazioni qualora ci fossero problemi penali di qualunque genere. In Comune, tra l’altro, paiono aver recepito la cosa. A cosa servirebbe infatti la nomina di un consulente legale da 10 mila euro per assistere gli uffici nell’eventuale fase di firma delle concessioni edilizie per costruire nelle aree Ata? Tuttavia, giova ripetere che, a tutt’oggi, nessun permesso di costruire è stato ancora concesso. Nessun onere di urbanizzazione è stato versato nelle casse comunali. Quindi per i prossimi anni i prati rimarranno ancora prati.

A proposito, ho parlato di nuovo di aree Ata: secondo qualcuno non dovrei, visto che mi ha velatamente consigliato di lasciar perdere l’argomento. Ma questo non ha fatto altro che farmi comprendere di essere sulla strada giusta. Mi spiace, non seguirò il “consiglio”.

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