Questo mese ci piacerebbe fare insieme a voi una riflessione sulla nostra bella cittadina visionandola dal punto di vista della valorizzazione delle sue capacità e potenzialità.

Se ci passate questa analogia, Caselle è come quello studente molto intelligente e particolarmente sveglio ma che non si applica e che quindi ottiene risultati appena sufficienti, tali per cui supera a malapena i suoi traguardi, ma con parecchia difficoltà.

Ci spieghiamo meglio.

Se vogliamo analizzare il nostro paese dal punto di vista commerciale occorre pensare all’ andamento del mercato che viene fagocitato dai grandi colossi e centri commerciali, il piccolo commerciante è in difficoltà, fra tasse e balzelli e costi di esercizio e nel migliore dei casi non è competitivo, nel peggiore è costretto ahimè a chiudere.

La grande distribuzione offre ogni comodità dal punto di vista di prezzo, scelta e facilità nel reperire qualsiasi cosa, e il negozietto di quartiere galleggia appena, ma solo se impara ad offrire ciò che i colossi non possono offrire, ovvero la grande qualità o il prodotto di nicchia che in giro non trovi.

Poi è ovvio, purtroppo, che il consumatore si rivolge al grande centro commerciale per rifornirsi di tutto quello che ha bisogno.

I comuni cosa fanno? molti cercano di valorizzare e aiutare, nel limite delle disponibilità economiche, i negozi cosiddetti di quartiere.

Altri puntano verso strade a nostro parere dubbie.

Quando vediamo, da parte di chi dovrebbe spingere il piccolo commercio casellese, invece tessere lodi sperticate per la nuova area che (prima o poi?) nasce una piccola ruga sulla nostra fronte.

Tutte le amministrazioni e le associazioni dovranno, volente o nolente, convivere con questa realtà nascente, ma da qui a spingerla pubblicizzandola è come darsi la zappa sui piedi, per non dire altro …

Se poi pensano che l’afflusso di turisti/consumatori verso quella zona porterà afflusso anche verso il paese si sbaglia di grosso, perché occorre andare a chiedere ai cittadini ed ai commercianti di Vicolungo o Serravalle o la stessa Grugliasco quanto beneficio hanno tratto dalla nascita dei grandi centri commerciali.

Quando poi in alcune manifestazioni dove si invitano commercianti non casellesi e si finisce (per carità, pensiamo ad un’ingenuità e non ad un calcolo) per danneggiare gli esercizi commerciali autoctoni vediamo che si realizza un altro autogol clamoroso.

In sostanza il lavoro è difficile e non sostenibile da solo dall’ amministrazione o dalle associazioni, serve un concerto di forze e di impegno, altrimenti ci ritroveremo un paese spento, vuoto, con pochissimi negozi che hanno perso la possibilità di sopravvivere nella sfida ai colossi.

L’ amministrazione deve, con ogni modo possibile, incentivare la nascita di nuovi negozietti di quartiere, che commerciano beni che difficilmente in giro si trova, con un aiuto concreto, anche economico, con una pubblicizzazione a tappeto, invitando e propugnando la varietà di offerta. Nella nostra cittadina, se notiamo, ci sono decine di esercizi identici e replicati, che si sovrappongono e si portano via il guadagno l’ un l’altro e la totale mancanza di altre categorie, il Comune, in fondo, deve diventare sponsor della ri-crescita commerciale, perché sinceramente tutto ciò fatto finora ci sembra appena sopra (o sotto) la sufficienza, e l’ alibi della mancanza di fondi regge fino ad un certo punto, perché è sufficiente non destinare i denari verso progetti inutili e costosi per ricavare fondi in aiuto del commercio e dei commercianti.

Vogliamo parlare infine della valorizzazione delle bellezze e delle zone caratteristiche di Caselle? L’ immagine dell’ex-stazione e della “mollezza” con cui le amministrazioni degli anni presenti e precedenti hanno mosso i loro passi per salvarla è sufficiente per far capire la poca volontà di muoversi in quella direzione, per cui chiediamo a gran voce un cambio di passo deciso e sostenuto per riportare Caselle verso ciò che merita.

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