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All’indomani della tornata elettorale è doveroso fare alcune riflessioni che, come ogni analisi di un fatto successo, bello o brutto che sia, permette di individuare gli errori commessi sui quali lavorare per migliorare, oppure azioni vincenti che vanno replicate e valorizzate.

I seggi hanno dato una risposta chiara e inequivocabile, ci parlano di una strategia vincente da parte di chi ha la voce più forte, di chi promette mari e monti e parla alla pancia dell’italiano senza poi mantenere e di chi si appropria di risultati non suoi. Un partito (finora) leale nel mantenere ed attuare i punti del contratto di governo ma che gioca una partita francamente di dubbia qualità morale lanciando messaggi ambigui sui vari temi sociali, alleandosi ovunque con la destra e la sinistra che tanto male hanno fatto negli ultimi 25 anni.

I seggi ci anche parlano di una sinistra che di sinistra non ha neanche più il nome, una simil-democrazia cristiana che critica azioni fatte nel momento in cui governava, provvedimenti che sbandieravano in campagna elettorale, salvo poi smontarlo perché attuato da altri, vedi il reddito di cittadinanza.

Arrivare poi a gioire del calo di preferenze del m5s e per una tenuta o minimo incremento delle proprie percentuali, quando stai sprofondando nelle preferenze da diverso tempo, sa tanto di masochismo e poca visione chiara della situazione, anche se la preoccupazione e l’ansia dei suoi adepti dimostrata in questi giorni vuol dire che anche nei poco lungimiranti qualcosa si sta svegliando e che c’è poco da ridere.

Le elezioni ci hanno restituito anche arroganza, incapacità ed atteggiamenti al limite della correttezza di qualche componente dei seggi, ma sono argomenti che verranno trattati nelle sedi opportune.

Ma non è criticando, anche se parliamo di visioni a nostro parere giuste, che si completa un percorso di analisi, è soprattutto il lavoro di autocritica che permette ad un movimento politico di crescere, migliorare e fare bene.

E’ inutile nascondersi, i risultati parlano chiaro, pur avendo lavorato tanto per gli italiani e aver prodotto in breve tempo moltissime leggi e decreti legge, è mancata la comunicazione verso gli italiani, infatti l’alleato di contratto se ne è subito appropriato e preso il merito.

Complice una grandissima parte della stampa schierata più o meno consciamente verso il vecchio “partitame”, che ha distorto il messaggio, occorre comunque lavorare sulla nostra comunicazione, di modo che riesca ad essere efficace.

Altro tema importante è stato il passaggio da movimento di opposizione a movimento che governa, l’impegno è diventato gravosissimo e difficile da sostenere, la necessità di una riorganizzazione a tutti i livelli accorciando le distanze fra i reparti, usando una metafora calcistica, è doverosa.

Bisogna intensificare il rapporto col cittadino, aumentando i momenti di incontro quali i banchetti, eventi dove lo scambio di idee permette a tutti di crescere, occorre scuotere chi non va più a votare e non segue più attivamente la politica perché sfiduciato o arrabbiato, dando temi, riflessioni ma soprattutto risultati.

I banchetti informativi, non solo in tempi elettorali come fanno gli altri partiti, sono necessari e vanno intensificati, perché serve una comunicazione in ambo i sensi, dove si racconta e si spiega cosa si sta facendo per il territorio casellese (e se ne stanno facendo tante azioni) e per l’ Italia, ma allo stesso tempo un punto di confronto e di ascolto delle difficoltà dei casellesi, della voglia di impegnarsi attivamente per non dover dire “è tutto uno schifo” e “sono tutti uguali” seduti dietro una tastiera di un computer o uno smartphone, ma provando in prima persona a cambiare le cose.

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