D. Cosa vuol dire essere attivista del m5s sul territorio?
R. Essere disponibili ad ascoltare i cittadini nelle problematiche e nelle proposte. Portare in consiglio comunale la voce dei cittadini, controllare il territorio. Imparare e capire come funziona la macchina comunale, leggere documentazione, informarsi. Partecipare ai banchetti sul territorio dove si parla con i cittadini, raccogliendo proposte, idee e perché no, anche le lamentele, dove si espone anche le azioni del gruppo consiliare, in sostanza un ruolo attivo e partecipativo, come è da sempre nei principi fondanti del Movimento 5 Stelle.

D. Cosa rispondete a chi vi accusa di incompetenza.
R. L’esperienza si fa sul campo. Siamo cittadini che hanno ben presente cosa si può o non si deve fare. L’onestà e la schiena dritta spesso non ripagano. Cadere necessariamente a compromessi è sicuramente più facile e raccoglie più consensi. Il coraggio non è una caratteristica diffusa.

D. Sono molte le cose da fare. Come vi gestite?
R. Tutti noi siamo impegnati con il lavoro, la famiglia e i nostri hobby. Con un minimo di organizzazione e buona volontà, se l’interesse comune è il bene del collettivo, ognuno si fa carico di un pezzetto in modo da non sconvolgere esageratamente il proprio quotidiano. Va detto che l’attivismo richiede un minimo di sacrificio, nulla si ottiene senza impegno, ma ribadiamo che diventa minimo e gestibile quando si è in tanti e dividendo ruoli, tempo e mansioni, portando in dote al gruppo le proprie conoscenze, l’esperienza nel campo specifico maturata sul lavoro o coltivando le proprie passioni.

D. I cittadini si propongono come attivisti?
R. Inutile nasconderlo. Non è semplice trovare ‘volontari’. Tutti si nascondono dietro gli impegni del lavoro o dei figli. Siamo tutti impegnati, ma troviamo sia inutile lamentarsi dietro i social sulle cose che non vanno, il leone da tastiera che espone le proprie idee, ma più spesso aggredisce e critica senza proporre soluzioni alternative lascia il tempo che trova, primo perché cavalca il sentimento popolare ma in realtà non risolve nulla, se non accrescere il sentimento distruttivo che non porta a nulla di concreto, secondo perché potrebbe incanalare le energie, le idee, le proposte in qualcosa di costruttivo, di fattibile e importante. Se un gruppo di persone dedicassero un pò del loro tempo anche solo a segnalare o proporre soluzioni, i risultati sarebbero diversi. Fra 3 anni ci troveremo a votare la nostra nuova amministrazione. È importante lavorare sin d’ora ad organizzare il gruppo che si presenterà alle prossime elezioni.

D. State pensando oggi alle elezioni che si terranno fra 3 anni? Non è troppo presto?
R. Per creare una squadra di almeno 20 persone affiatate, che si preparino, che si organizzino per raggiungere degli obiettivi, che individuino il candidato sindaco e che lavorino per fare capire alle persone che le cose possono cambiare, non è sicuramente presto. Creare una squadra all’ultimo momento non serve a nulla.
Inoltre la maggioranza è molto radicata, da anni l’amministrazione gira intorno alle stesse persone. Le amicizie di decenni, le associazioni, molti imprenditori conoscenti non si staccheranno facilmente da quanto è stato ‘impostato’ nel tempo. È per questo che chi fosse interessato a candidarsi si deve fare avanti adesso, di modo da avere sufficiente tempo per il gruppo di crescere, diventare coeso, preparato e capace.

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