In questo anno che si è appena concluso pochi sono stati gli eventi drammatici, ma quei pochi molto sostanziosi e occorre dire meno male e per fortuna. Nei libri di storia sicuramente l’anno 2020 prenderà ampi spazi per i motivi che tutti conosciamo, in particolare la nostra vita vissuta in compagnia del Covid19. Tutti speriamo in questo nuovo anno 2021 per ritornare a vivere senza paure, anche se le previsioni non sono tra le più rosee, ma facciamo tutti i migliori auguri. Veniamo a noi, sicuramente non con il tema iniziale che lasceremo in maggior parte al destino e alle capacità  dell’intelligenza umana. Già. Ahinoi, intelligenza e qui si ha già una percezione preoccupante.  Ci piace essere informati, sapere, conoscere, valutare e criticare. Per poterlo fare al meglio usiamo i mezzi di comunicazione, i social, la stampa. Chi vuole conoscere ed essere informato su cosa accade nel proprio territorio, segue il Consiglio Comunale. Questa istituzione, esiste proprio per far conoscere ad ogni cittadino quali delibere vengono fatte, come vengono discusse, come vengono spesi i soldi pubblici, insomma come viene amministrata la città. Benché ci sia un regolamento chiaro che disciplina la condotta di ogni partecipante, gli ultimi Consigli Comunali non sono stati un ottimo esempio amministrativo, anzi, per certi versi, analizzando in modo asettico, questi Consigli Comunali hanno fatto emergere grande confusione, rapportandoli più a un gioco a premi dove si fa a gara a chi ne sa di più, mettendo sul tavolino titoli di studio e (in parte è comunque successo) titoli nobiliari non appartenenti alla monarchia, ma alle istituzioni internazionali. Mediamente un nostro Consiglio Comunale, indipendentemente che sia formato da 3 punti o 24 punti all’ordine del giorno, dura 5 ore. Ebbene sì, perché le prime 3 ore sono dedicate in modo cosi suddiviso: 1 ora per scontri, ripicche, rimbalzi e accuse; 1 ora per io sono, tu sei, ma io sono di più, e allora tu lo sei una volta più di me; 1 ora per le “supercazzole” e attività analoghe. Qualcuno potrebbe commentare che tutto ciò è in linea con quanto accade nei parlamenti centrali, ma perché non distinguersi? È chiaro che poi, per stanchezza, delusione, spossatezza, i temi all’ordine del giorno, anziché discussi, vengono  evasi in breve tempo. Forse, visto gli ultimi episodi, sarebbe bene mettere all’ordine del giorno che le interrogazioni vengano svolte come ultimo punto del Consiglio e non tra i primi. In questo modo chi ne ha interrogazioni da fare deve necessariamente attendere la fine dei punti decisionali (anche se per emendamento già decisi in giunta), senza abbandonare dopo lo show la poltrona, come spesso accade. È vero, questo 2020 è stato drammatico, ma forse una maggiore concretezza, trasparenza, intelligenza, avrebbe non risolto, ma forse reso più facile prendere decisioni importanti. Facciamoci gli auguri per un miglior 2021, ma facciamoci anche la promessa che protagonismo, perbenismo, individualismo, li lasciamo un attimo da parte, almeno per questo delicato momento, collaborando in modo trasparente e sincero, condividendo le decisioni più ardue in modo serio, affrontando temi importanti e non le “supercazzole” o i gossip di paese. I consigli comunali hanno un costo, se vogliamo ridere guardiamo un film comico, quando si potrà, al cinema con attori pagati per questo.  È brutto abbandonare un Consiglio comunale, ma è ancora più devastante rimanere impotenti per ore ad osservare persone che si insultano per difesa o per attacco. Buon 2021.

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