Due iniziative sulla gentilezza proposte da Vita e Interrante e Sonia Fava, due insegnanti della scuola primaria Collodi e della materna Andersen, sono state insignite dall’ Associazione Cor et Amor di Lessolo del titolo di “Insegnanti per la Gentilezza”, oggi le insegnanti ci raccontano, i momenti che le hanno condotte al riconoscimento: “La sera leggevo una favola, la registravo e la inviavo nella chat della classe, tramite la rappresentante, ed era un modo per dare loro la buonanotte… Nel calendario dell’Avvento appeso in classe, la Fatina della Gentilezza depositava parole gentili invece di dolcetti, che leggevamo al mattino appena entrati in classe…”
L’Associazione Cor et Amor di Lessolo (in provincia di Torino) è nata nel 2014 con lo scopo di promuovere a livello nazionale le buone pratiche di gentilezza, attraverso il progetto “Costruiamo Gentilezza”. Un’iniziativa che oggi conta 257 “Insegnanti per la gentilezza”, sparsi in tutto il paese: dall’Asilo Nido all’Università fra cui Dirigenti Scolastici e che da quest’anno annovera anche due rappresentanti della nostra scuola.
Grazie ai progetti che quotidianamente svolgono per preparare i propri alunni ai valori civico sociali del rispetto, le nostre virtuose insegnanti hanno cercato di contrastare i risvolti psicologici negativi della pandemia, trasmettendo positività, sostegno e educando alla gentilezza.
Vita interrante insegnante della IV A Collodi, che in quel periodo era tornata per pochi giorni a far visita ai suoi famigliari a Messina, riflette ritornando con la memoria a quei primi momenti difficili
– Vita, cos’ha pensato durante il primo lockdown dello scorso marzo 2020, quando le vacanze di Carnevale hanno concluso di fatto la normale routine scolastica in presenza? –

“Pensavo ai miei alunni lontani chilometri da me, a casa soli. Avrei voluto spiegare loro, a modo mio come faccio sempre in classe, il perché di questa chiusura, di questo cambiamento di rotta nella loro quotidianità. E dunque, a prescindere dalla didattica a distanza, ho escogitato un modo per stare loro vicino. La sera leggevo una favola, la registravo e la inviavo sulla chat della classe, tramite la rappresentante, ed era un modo per dare loro la buonanotte.  Si addormentavano al suono della mia voce. È stato un modo, il mio modo, per dimostrargli il mio affetto, la mia vicinanza, perché in quel momento il mio cuore era a loro, la mia mente era a loro, alle loro paure, ai loro perché e alle loro speranze.”
– Dunque, siamo legati da una linea sottile che ci unisce anche quando siamo lontani, un abbraccio virtuale che è stato d’aiuto in un momento difficile. I bambini hanno apprezzato talmente questi suoi gesti di gentilezza che hanno pensato di creare una sorta di auto-aiuto per confortarsi l’un l’altro creando una catena che ha coinvolto anche altre classi. Ce ne parla?-
“Gentilezza produce gentilezza – spiega la maestra Interrante – è un seme assai fruttifero. I bambini hanno deciso di tenersi compagnia prendendo d’esempio ciò che io avevo fatto, cosa che mi ha emozionata moltissimo. Ogni pomeriggio ciascuno leggeva una favola, la registrava, la inviava tramite chat a tutti gli altri compagni di classe. Ascoltarsi è stato un modo per stare insieme senza incontrarsi. Questo loro gesto ha coinvolto anche un’altra classe, la quarta B del plesso Collodi che ha imitato l’esempio dei nostri bambini, quindi è stato un atto di gentilezza che ne ha proliferato in tanti altri.”
È nata così una collezione di favole della buona notte che è stata raccolta in un CD e che sarà presto donato ad un’associazione per bambini non vedenti. Un pensiero gentile di chi mette a disposizione i propri occhi per chi questa fortuna non ce l’ha. Ma c’è un’altra iniziativa proposta ai bambini della scuola materna Andersen, che ha riscosso molto successo e che ha spiegato a dei bambini molto piccoli il significato di alcuni dei valori riconducibili alla gentilezza, come l’attenzione, la sincerità il rispetto.
A dicembre del 2020 in attesa del Natale, quando solo poche classi, fra cui la scuola materna, potevano svolgere in presenza le lezioni, Sonia Fava, insegnante della sezione G, ha creato un perfetto clima Natalizio di gentilezza, istituendo un Calendario dell’Avvento che dispensava parole gentili anziché i classici dolcetti.
Com’è andata, Sonia?-
“ Ogni giorno la Fatina della Gentilezza veniva a farci visita e depositava dentro ciascuna casella una parola gentile, che leggevamo al mattino appena entrati in classe… i bambini coinvolti in questo gioco hanno interagito usando buone maniere e parole gentili fra di loro, creando quindi un clima gioioso e di rispetto reciproco.”
Cosa significa insegnare gentilezza?-
“ Vuol dire educare i bambini a trattare i propri compagni come fossero loro stessi ed avere rispetto dei propri insegnanti.”
Poche regole semplici dunque, che aiutano prima di tutto chi le trasmette, perché per insegnare gentilezza, bisogna prima dare il buon esempio, a partire dal sorriso del mattino quando si entra in aula.

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