Poche novità nel consiglio del 29 aprile. Ho presentato alcune interrogazioni sullo stato di pulizia della città, che diventa via via più precario, per non dire altro. Fatta salva l’inciviltà di molti, come mai quasi tutta la città è così sporca? Il Sindaco dice che anche i cittadini dovrebbero pulire. E vi assicuro che molti lo fanno. Ma a questo punto puliamo noi cittadini tutta la città, ma ci rifiuteremo di pagare le bollette della raccolta rifiuti, se così deve essere. Quando un cittadino si trova  dover fare quello che un amministrazione non fa, da un lato abbiamo un bravo cittadino, ma dall’altro abbiamo una cattiva amministrazione.
Ho poi fatto la proposta di una pedonalizzazione sperimentale del centro storico, limitata al fine settimana dalle 18 alle 22 (ora del coprifuoco), per dare un po’ di ossigeno ai ristoratori ed agli esercizi commerciali. Le norme che ci accompagneranno ancora per qualche settimana prevedono infatti il divieto di servire ai tavoli all’interno dei locali. Pedonalizzando alcune si vie si darebbe la possibilità di mettere i tavoli in strada anche nelle vie più strette dove non è possibile installare i dehors, e mi sembra una proposta di buon senso, da attuare nell’immediato.
Vedremo se quando leggerete questo articolo, scritto il 30 aprile, avranno accettato il suggerimento, oppure se avranno attuato qualche altra forma di aiuto per il comparto ristorazione, che ha molto patito questa crisi così lunga. Purtroppo l’assessore competente da un lato sembra possibilista, essendo anch’egli titolare di un bar, dall’altro lato paga però l’estrema vicinanza ad un’associazione commercianti casellese che si è dimostrata poco favorevole al progetto, o comunque non propensa a sacrificare un paio d’ore di viabilità modificata davanti ai negozi per aiutare qualche collega più in difficoltà. Spiace constatare che la pandemia non ci ha fatto diventare più buoni, anzi. Evidentemente la crisi non è stata per tutti, perché qualunque titolare di esercizio avrebbe richiesto anche l’apertura fino alle 22 in questo periodo, per tentare di dare un servizio in più ai clienti e recuperare almeno in parte le perdite. Qualcuno nell’associazione commercianti locale la pensa diversamente.
È stato poi approvato all’unanimità un ordine del giorno che ricalcava una mia precedente interpellanza, riguardante le disparità di genere e il trattamento della donna sui luoghi di lavoro; in sostanza si chiede  che vengano fatti dei corsi per formare ed informare il personale del comune di Caselle sui diritti e doveri verso le categorie a torto ritenute” deboli”, anche in rapporto alla cittadinanza. Un buon risultato che spero possa essere utile a chi non ha ancora compreso l’argomento.
Infine, è d’obbligo spendere due parole sulle diffide ricevute dal sottoscritto per le domande poste in Consiglio Comunale, di cui avevamo detto nel numero precedente. Se ne è parlato anche in questo ultimo Consiglio. E se da parte dell’ass. Isabella c’è stata una netta presa di posizione, anche di solidarietà nei miei riguardi, da parte degli altri Consiglieri non una parola; soprattutto da parte del Sindaco il solito rimanere nel mezzo, senza sporcarsi le mani. Così però passa il messaggio che si possa chiudere la bocca ai Consiglieri facendo un uso aberrante dei mezzi legali. E questo è un brutto segnale, se siamo ancora in democrazia. Quando non puoi presentare delle normali interrogazioni, ancorché riguardanti strutture sanitarie del tuo territorio, perché potrebbero denunciarti, io ci vedo dei chiari tentativi di intimidazione. E non si venga a parlare di “cultura del sospetto”.
Dott. Andrea Fontana
Caselle Futura

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