Il tempo vola

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Un anno. Un anno intero. Certo che Caselle è cambiata moltiss… No, in realtà è sempre uguale, per non dire peggio. In un anno si dovrebbe vedere un qualche risultato da parte della nuova amministrazione. Invece nulla.

Si respira un clima di rassegnazione, con lo schieramento al comando che si rinchiude a falange in una forma di autodifesa che non lascia spazio né a dialogo né a proposte. E se l’unica iniziativa è stata dipingere di viola i pali della luce, oltre a farne a meno possiamo dire che il primo anno della amministrazione Marsaglia ter è stato un fallimento.

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L’emblema sono le strade dissestate. Invece di riparare come promesso, ne hanno spaccate anche altre. E se ne vantano. Si moltiplicano le buche, si moltiplicano i disagi per la cittadinanza, e sembra che vada bene così.

I servizi sono rimasti i soliti, zero iniziative per il lavoro, zero iniziative per i giovani. Chiusura della scuola in centro. Stazione vecchia coperta e lasciata al suo destino, Baulino svuotato degli arredi (abbandonati in un prato) e anch’esso diretto verso un degrado annunciato. Strade sporche, vigilanza del territorio scarsa. Ed in tutto questo non un benchè minimo segno di vita dalla giunta. Insomma, siamo passati dal vecchio La Rangioma al nuovo Rangeve.

Vogliamo parlare delle aree Ata e dell’Open Mall? Cavallo di battaglia delle amministrazioni Marsaglia e dei suoi successori… Fallito miseramente  il progetto, come avevamo sempre detto. E non c’entra essere pro o contro. C’entra il fatto che in un modo o nell’altro 25 anni di prese in giro sono venuti alla ribalta con una disfatta spettacolare.

È proprio l’immagine di Caselle a essere in decadimento sostanziale. Altri comuni si sviluppano o quantomeno ci provano. Qui non succede, evidentemente perché l’interesse di pochi deve prevalere per forza su quello di molti. Non c’è la spinta a migliorare. Non interessa. E si vede dall’immagine che Caselle da di sé. Stanca, sporca e vestita a lutto. Derisa. Su Facebook a volte vengono pubblicate vecchie foto della nostra città. Appare una città d’altri tempi, più semplice ma che suscita tanta nostalgia. Un passato che non c’è più, un futuro che non c’è mai stato. Anni di amministrazioni sbagliate hanno tolto a Caselle la possibilità di avere uno sviluppo, nonostante le grandi potenzialità e capacità. E la chiusura della vecchia scuola, che vediamo nelle antiche foto in bianco e nero ampliarsi man mano ed accogliere generazioni di scolari, altro non è che il simbolo della Caselle degli ultimi 30 anni. Una continua corsa a cancellare il passato, senza avere idee di cosa fare per il futuro. E per una lista che ha nel nome la parola stessa “Futura”, non può che essere un dispiacere vedere che del futuro, ai casellesi, interessa poco e niente.

Dott. Andrea Fontana

Caselle Futura

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