… parola di Vittorio Sgarbi

«Mi aspettavo un paese bello, ma certo non così ricco soprattutto di grandi sculture, in particolare il capolavoro di Antonello Gagini.

Il paese è anche ben conservato e le opere d’arte segnalano l’amore della città per il patrimonio artistico, quindi sono testimoni mute di una passione e di una forza civica che i cittadini mostrano nei confronti di questo patrimonio. Si ha la sensazione che, nonostante il luogo sia remoto, chi vive qui creda di essere al centro del mondo e si comporti di conseguenza. D’altra parte, essendo Castro reale è giusto che sia così, una capitale di bellezza.  

Il Duomo e le altre chiese contengono opere molto importanti, ci sono dipinti che testimoniano una civiltà artistica locale, nel senso di siciliana, ma informata di quello che accade fuori. Per esempio,  l’incontro alla porta aurea mostra la conoscenza di Giotto, così come gli scultori avvertono la grande civiltà del Rinascimento toscano, e la lezione di Antonello che era un punto di riferimento importante per gli artisti del Rinascimento”.

Con queste parole Vittorio Sgarbi, a conclusione della sua visita a Castroreale, ha espresso le impressioni suscitate in lui dalle opere d’arte che arricchiscono le nostre chiese e i nostri musei.

Il famoso critico d’arte il 5 novembre ha presentato al teatro Mandanici di Barcellona il suo spettacolo intitolato Caravaggio: due ore filate di analisi, confronti, riflessioni sulle opere di Caravaggio oltre che di interessanti confronti tra il geniale  pittore seicentesco e personaggi della cultura antica e moderna, tra cui Pasolini. Il giorno dopo, trovandosi ancora a Milazzo, ha chiesto al giovane Federico Raineri che lo accompagnava di visitare qualche luogo di particolare interesse nelle vicinanze e Federico lo ha condotto a Castroreale, dove Sgarbi è stato accolto dal Sindaco ed è stato accompagnato da Melina Trovato a visitare chiese e musei. La sosta avrebbe dovuto essere molto breve, visti gli impegni che lo attendevano, ma il prof. Sgarbi è rimasto molto colpito dalle  opere d’arte di Castroreale e si è soffermato a lungo su ciascuna di esse. Ha visitato innanzitutto il Duomo dove ha ammirato il polittico cinquecentesco di scuola napoletana raffigurante la Natività, attribuito a Giovanni Filippo Criscuolo, il quadro della Madonna dei Miracoli di Gaspare Camarda, che aveva già visto nel catalogo di una mostra sugli angeli, la tavola di Tutti i santi di Jacopo Vignerio e Francesco Roviale della scuola di Polidoro da Caravaggio, il polittico del maestro di Castroreale, il coro ligneo e la cantoria dell’organo.

Nella Chiesa della Candelora ha apprezzato, oltre all’altare maggiore seicentesco in legno intagliato e indorato, la statua di san Giovanni Battista di Giovanni D’Auria, della quale ha confermato senza ombra di dubbio l’attribuzione all’artista napoletano. Ha anche visitato il Museo parrocchiale con la bella tavola quattrocentesca di Sant’Agata con 12 storie, di cui ha voluto osservare da vicino e fotografare le scene dei miracoli, in particolare quella della colata lavica, e le tavolette trecentesche che raffigurano episodi della vita della Madonna e il miracolo della Candelora.

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Sgarbi non ha ammirato solo le opere d’arte, ma ha parlato con la gente, si è soffermato nei pochi negozi aperti, al tabacchino, alla “Botteguccia” dove ha gustato i biscotti locali, nella merceria della signora Russo, dove ha posato per qualche foto con Donatello, e infine ha incontrato Salvatore Celi, il pittore castrense di cui in occasione dell’Expo aveva selezionato alcuni quadri da esporre in uno dei padiglioni.

Naturalmente l’apprezzamento espresso dal famoso critico d’arte ci rende ancora più orgogliosi del nostro paese e ci dà la  consapevolezza di vivere in un luogo magico. Forse dovremmo ricordarcene un po’ più spesso e guardare con occhi sempre nuovi la bellezza che ci circonda e che lo sguardo degli altri ci fa riscoprire.  

 

Mariella Sclafani (past president della Pro Loco Artemisia di Castroreale)

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