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Recentemente ho dimesso un giovane paziente dopo una breve terapia volta a curare dei fastidiosi sintomi dell’apparato gastrointestinale. Egli, oltre ad avere difficoltà a dormire la notte, al mattino si sentiva molto male: si svegliava con la nausea e non faceva colazione. Mentre si recava al lavoro aveva la sensazione di secchezza alla bocca e appena arrivato correva in bagno a causa di intensi mal di pancia, alcune volte capitava che vomitasse.
I sintomi erano molto più forti il lunedì mentre si attenuavano a mano a mano che passava la settimana, per sentirsi “quasi” tranquillo il venerdì. Fino a qualche anno fa un esperto che avesse suggerito che la causa del mal di pancia potesse essere lo stress sarebbe stato giudicato un ciarlatano mentre oggi è stato dimostrato da numerose ricerche che lo stress provoca nell’organismo delle disfunzioni al sistema digerente tanto da causare delle lezioni nei casi più gravi.
Si usa la parola “somatizzazione” per indicare tutte quelle sofferenze del corpo legate ad un malessere emotivo. Nel caso del mio paziente, ad esempio, la causa del mal di pancia era una situazione di mobbing esperita nell’ambiente lavorativo: egli ogni giorno doveva sopportare dei maltrattamenti da parte di un collega senza avere la possibilità di ribellarsi per timore di perdere il posto di lavoro. Normalmente egli godeva di ottima salute, ma alla sola idea di avvicinarsi all’ufficio iniziava a sentirsi male, con delle reazioni corporee che non era in grado di controllare.
Il nostro apparato digerente è uno dei primi bersagli dello stress. Per farvi capire quanto sia “nella norma” questa reazione, basta pensare che dopo gli attentati di Parigi nel 2015 c’è stato un anomalo afflusso della popolazione presso gli ospedali cittadini: un numero esagerato di parigini lamentava forti mal di pancia senza un’apparente spiegazione.
Non tutti abbiamo una stessa reazione di fronte ad un evento stressante: come reagiremo dipende dalla nostra età, dal sesso, dalla genetica e dagli insegnamenti avuti dalle nostre passate esperienze. Ad esempio, il mio paziente aveva subito pochi mesi prima un’altra esperienza di mobbing in un precedente posto di lavoro che gli era costata il licenziamento.

Gli effetti di un evento spiacevole sull’apparato digerente sono in genere i seguenti: dolori durante la digestione, rallentamento della digestione, accelerazione dell’attività del colon che provoca diarrea. La flora intestinale cambia e viene attivato il sistema immunitario intestinale responsabile di infiammazioni e di dolori.

Il responsabile di tutte queste reazioni che avvengono nella pancia è il cervello. Come risposta ad una situazione percepita come minacciosa alcune parti del cervello fanno partire la reazione di stress per fare in modo che il nostro organismo reagisca e ritrovi l’equilibrio. Purtroppo, se il pericolo percepito diventa cronico, come nel caso del mio paziente che viveva una situazione stressante da mesi, la reazione legata allo stress ha delle conseguenze gravi sull’intestino. Una delle malattie più diffuse in situazioni di questo tipo è la “sindrome del colon irritabile” di cui molti di voi avranno sentito parlare se non addirittura l’hanno sperimentata. Si tratta di una malattia dell’intestino che riguarda il 10-20 per cento della popolazione ed è la causa di circa la metà delle visite specialistiche presso i gastroenterologi. Di solito i pazienti si rivolgono al medico perché hanno dei forti mal di pancia, accompagnati da periodi di diarrea e periodi di costipazione. I malati assumono molti farmaci ma senza grandi benefici perché le cause del disturbo non sono ancora molto chiare. Si è però notato che molti di questi pazienti sono ansiosi e che lo stress ha una funzione determinante nel far comparire i sintomi.

Non tutti reagiamo allo stesso modo di fronte ad eventi stressanti, non è quindi automatico che una situazione spiacevole comporti una malattia intestinale. Perché questo succede? Per combattere gli eventi difficili che la vita ci riserva possiamo sviluppare delle efficaci strategie di adattamento, imparando a risolvere direttamente i problemi quando si presentano oppure facendoci aiutare da amici, parenti oppure da un professionista. Se riusciamo ad adattarci ai cambiamenti in modo positivo il nostro organismo riesce a ritrovare un buon equilibrio limitando i disturbi intestinali. Per curiosità, nel caso del mio paziente, grazie a tecniche di rilassamento e di gestione dello stress è riuscito a contenere l’ansia legata al difficile ambiente lavorativo. Sentendosi meglio ha potuto stringere amicizia con alcuni colleghi che lo hanno fatto sentire apprezzato nel posto di lavoro. Migliorando così la sua autostima si è sentito più a suo agio e questo gli ha permesso di tenere testa al collega invidioso che dopo un po’ ha smesso di infastidirlo. I sintomi di dolore alla pancia sono piano piano scomparsi.

 

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