Senza nulla togliere ai fantastici pasticcini piemontesi, così brutti quanto buoni, lasciate che questo mese esordisca con una notizia “brutta”, per lasciare gioiosamente il posto ad una altrettanto “buona”.
Mi tocca, con rammarico, partire “male” dalla mia amata Richiardi, frazione montana del Comune di Groscavallo (Valli di Lanzo) per poter parlar bene dell’altrettanto amatissima Caselle; ma c’è una logica in tutto ciò.

Nella piccola frazione alpina, da anni ormai, sono disponibili, per residenti e valligiani, due campetti sintetici, da calcetto e tennis; una bella risorsa per giovani e meno giovani, con tanto di rete, porte e panchine.
Da alcuni giorni però, fa bella mostra di sé un piccolo cartello affisso sulla recinzione dei campi che recita più o meno così:

“Per colpa di alcuni vandali sono state rimosse le porte da calcio rotte, non essendo più sicure.
Il Comune”.

I campi non sono così più agibili e la porticina di ingresso è malinconicamente aperta e scardinata su un desolante abbandono.
Il sottoscritto ha così inoltrato richiesta scritta al Sindaco del Comune affinché ripristini al più presto il piccolo centro sportivo partendo da una semplice e per me ovvia considerazione: la cosa pubblica è un bene di tutti e rigorosamente usufruibile da tutti; compito di chi amministra è tutelare il bene (per esempio chiudere a chiave i campi, chiedere una cauzione per l’utilizzo dei medesimi, controllare e punire i trasgressori); di certo non è ammissibile “abbandonare” il bene solo perché qualche imbecille è in libera circolazione.

Piegarsi alla logica del delinquente vorrebbe dire, quasi sicuramente, privare i tanti onesti cittadini di risorse importanti.
Per fare un parallelo con il privato, mi viene difficile pensare che un negoziante pensi di chiudere il proprio esercizio per il fatto che qualche cliente rubacchia tra gli scaffali: aumenterà i controlli alla cassa, attiverà una telecamera o allerterà le forze dell’ordine, ma difficilmente abbasserà le serrande arrendendosi di fronte ai soliti, ignobili, ignoti.
Ne è la riprova la soluzione adottata per l’apparente irrisolvibile problema del Centro Ecologico di raccolta rifiuti del Comune di Caselle.

Da anni, ormai, la strada antistante l’entrata del Centro era un’ignobile discarica a cielo aperto; montagne di rifiuti si ammucchiavano giorno dopo giorno, indifferenti alla presenza delle telecamere di sorveglianza, degli appelli sui giornali, del pattugliamento delle forze dell’ordine. Sembrava la fiera dell’assurdo: dentro la recinzione ordine e pulizia, fuori una cloaca. L’uovo di Colombo? Offrire ai cittadini un servizio adeguato : dalle poche mezze giornate di apertura si è passati ad un orario pieno, dal lunedì al sabato compreso, dal mattino alla sera con una sola ora di pausa pranzo … E voilà! Il Centro lavora a pieno regime e la strada antistante è linda e pulita.

Per carità, gli imbecilli graviteranno ancora fuori dai cancelli, ma ora il servizio è funzionale e i cittadini rispondono coerentemente con attenzione e disponibilità. Pensare di arrivare di notte o alla domenica mattina per scaraventare per terra il proprio sacco dell’immondizia avrà solo e unicamente la valenza di spudorato reato, inqualificabile e pesantemente sanzionabile.
Per completare il percorso ecologico, poi, si è finalmente deciso di dotare il centro cittadino di piacevoli e funzionali cestini per la raccolta dei piccoli rifiuti e (incredibile a dirsi!) le cartacce stanno lasciando il selciato per collocarsi nei più consoni sacchetti di plastica accomodati nei cestini di cui sopra.

Nel più classico degli stereotipi, l’italiano non brilla di senso civico, ma si adatta benissimo alle cose belle e utili: dategli aiuole ben curate e vedrete che faticherà a buttarci sopra bottiglie e lattine vuote, preparategli comode piste ciclabili e non pedalerà più sui marciapiedi, aprite negozi utili e di qualità in centro e vedrete meno intasamento nei centri commerciali.

Dare servizi ai cittadini è una buona pratica per avere buoni cittadini.
Cose Nostre arriva a Groscavallo?
Prosit!

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