Tra fine Ottocento ed inizi Novecento, numerosi personaggi di spicco della cultura e dell’arte scelsero la valle di Viù come meta di villeggiatura estiva; tra questi, Benedetto Croce e Guido Gozzano. Il barone Raimondo Franchetti senior e la moglie Sara Luisa Rotschild fecero costruire Villa Franchetti, ove ospitarono Eleonora Duse, Giacomo Puccini, il Principe di Piemonte Umberto di Savoia e, si dice, il ministro del Terzo Reich, Hermann Goering. Originaria di Usseglio era la famiglia del conte Luigi Cibrario, ministro delle Finanze nel governo d’Azeglio e della Pubblica Istruzione nel primo governo Cavour, nonché appassionato alpinista. Ritrassero altresì queste montagne numerosi pittori, tra cui Giacomo Grosso e Giovanni Battista Carpanetto.

Al Museo Civico Arnaldo Tazzetti di Usseglio negli ultimi anni è stata allestita una serie di mostre riguardanti alcuni pittori che dipinsero i paesaggi della valle di Viù: Cesare Ferro, Domenico Buratti e Vittoria Cocito ed infine Alberto Cibrario. Il 22 luglio scorso si è inaugurata la mostra “Visioni alpine – Cesare Biscarra e la scultura piemontese tra Ottocento e Novecento”, a cura di Daniela Berta ed Armando Audoli, con testi in catalogo di Audoli, Berta, Gian Giorgio Massara e Claudio Santacroce; l’architetto Loredana Iacopino ha curato l’allestimento. Nel corso dell’inaugurazione sono intervenuti Alberto Tazzetti, Presidente del museo, Pier Mario Grosso, Sindaco di Usseglio, Daniela Berta, Direttore del museo, Gian Giorgio Massara, critico d’arte. Il Dottor Alessandro Mella ha altresì letto un messaggio di saluto inviato per l’occasione da Amedeo di Savoia.

A cavallo del secolo ventesimo Torino costituiva, grazie all’Accademia Albertina, un importante polo artistico. Il museo di Usseglio ha acquisito recentemente alcune significative opere appartenenti a quel periodo: oltre a ricevere la donazione da parte della famiglia di Cesare Ferro (1880-1934) del bozzetto dell’opera scultorea “Testa di bambino” (1934) e del maestoso bozzetto preparatorio (restaurato da Gabriella Zordan) per la “Deposizione” -affresco eseguito dall’artista sulla facciata della cappella Abate di Vaglio Pettinengo (Biella)-, l’istituzione ha acquistato grazie ad una raccolta fondi il bozzetto realizzato da Cesare Biscarra (1866-1943) per il busto bronzeo di Vittorio Emanuele II che fu collocato nel 1891 sulla vetta del Rocciamelone.

Intorno a queste tre opere, si è delineato un percorso scandito, oltreché da altre sculture di Biscarra, da bronzetti inerenti il tema dell’uomo in relazione alla natura alpina, realizzate tra il 1880 ed il 1960 da autori quali L. Bistolfi, D. Calandra, L. Calderini, C. Betta, G. Buzzi Reschini, P. Canonica, E. Rubino, C. Santiano, A. Stagliano, F. Tosalli, S. Borelli, L. Aghemo, C. Fait, A. Saglietti. Gli autoritratti di Ferro e di Biscarra presenti nella mostra sono stati imprestati dal Circolo degli Artisti-Lettori di Torino. Per la terza edizione dell’iniziativa “Arte in quota”, in collaborazione con le Sezioni di Torino, Chieri e Leinì del CAI – Club Alpino Italiano, l’esposizione prosegue in altre due sedi del territorio di Usseglio: i rifugi “Ernesto Tazzetti” e “Luigi Cibrario”.

Non si scordi che opere appartenenti allo stesso periodo storico sono visibili al Cimitero Monumentale di Torino oppure presso la collezione Sperati a Palazzo Lascaris, ove sono conservati altresì due dipinti di Ferro riguardanti la famiglia Sperati.

Tiziano Rossetto

 
Immagine incorporata 1
Cesare Biscarra – Cane da caccia – 1895-1905 circa – Bronzo patinato
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