L’11 luglio 2017 è stata emessa la prima storica ordinanza da parte del primo sindaco di Mappano, Francesco Grassi. Un’ordinanza che riguarda la sicurezza e l’ordine pubblico ed è stata subito oggetto di contestazione da parte delle opposizioni consiliari e di parte della cittadinanza dell’ormai ex frazione. A tale ordinanza l’opposizione ha proposto una raccolta firme ed alla nascita, in prospettiva, di un comitato di cittadini, sostenuto dai gruppi d’opposizione. Le firme raccolte, al 24 agosto scorso, erano già oltre 300. Le opposizioni consiliari vorrebbero, quanto meno, che si ridiscutesse il contenuto dell’ordinanza, condividendone il più possibile le modifiche.

Ma di cosa si parla in questa contestata ordinanza? Questa la premessa: “Preso atto dell’uso improprio che viene fatto degli spazi pubblici destinati a libera fruizione ed in particolare delle aree pedonali e a parco compresa quella denominata Parco Unione Europea, i Parchi giochi e Aree ciclabili del territorio comunale, l’Area pedonale pertinente al Municipio, l’Area pedonale di Piazza Don Amerano e la Struttura coperta e antistante l’Area delimitata in Piazza Papa Giovanni Paolo II, l’Area attrezzata attorno alla Scuola Media di Via Tibaldi 70”. Seguendo nella lettura del testo, il sindaco ordina: “E’ vietato l’accesso alle aree sopra elencate prima delle ore 6.00 e dopo le ore 23.00 senza previa autorizzazione del Comune. I minori di anni 14 devono essere accompagnati dagli aventi patria potestà o persone delegate, sui quali ricade la responsabilità del loro comportamento, il Comune declina ogni responsabilitàsulla vigilanza e sul comportamento dei minori di 14 anni non accompagnati e agirà per quanto di competenza nel caso di comportamenti non adeguati. L’uso degli impianti e delle attrezzature deve avvenire nel rispetto della loro destinazione d’uso e delle indicazioni relative all’età di ciascuna struttura. (…) Dovrà essere tenuto un comportamento sempre improntato al rispetto verso le persone e l’ambiente; è fatto pertanto divieto di disturbare in qualsiasi modo la quiete delle persone che intendono beneficiare delle particolari condizioni ambientali circostanti”. L’elenco dei divieti prosegue.

In chiusura dell’ordinanza si può ancora leggere: “Chiunque viola le disposizioni contenute nella presente Ordinanza è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 50,00 a € 500,00”. Il commento in merito di due consiglieri comunali promotori della raccolta firme. Le parole di Valter Campioni (Uniti per Mappano): “Gli atti si misurano con la propria efficacia. A due mesi dall’emissione dell’ordinanza non sono diminuiti gli atti vandalici, né il disturbo notturno alla quiete pubblica, né il parcheggio all’interno del Parco Unione Europea. E’ venuto meno, in quanto il sindaco di Mappano ha dato parere negativo, l’utilizzo del comandante dei vigili.

A Mappano, l’ultima estate di “coprifuoco” e dei “lasciapassare” fu quella del 1944 sotto il regime nazista, poi arrivarono i partigiani e portarono l’agognata libertà”. Il punto di vista di Roberto Tonini (Facciamo Mappano): “Nell’ultimo Consiglio comunale prima delle vacanze agostane abbiamo presentato un punto all’ordine del giorno come opposizioni. In quella sede, la maggioranza si è presa l’impegno di ridiscutere l’ordinanza sulla sicurezza nell’apposita commissione consiliare. Però nessuna commissione è stata ancora istituita, quindi non è prevista nessuna riunione ovviamente: tutto è in stand-by. Nella discussione del punto in Consiglio è emerso un minimo di disponibilità a rivedere il contenuto dell’ordinanza. L’idea di formare questo comitato, insieme ai cittadini mappanesi, è nata per provare a sollecitare l’Amministrazione sulla evidente necessità di modificare quest’ordinanza che, così com’è oggi, è assurda”. In chiusura, la dichiarazione del sindaco Francesco Grassi: “Come già detto in Consiglio comunale e come scritto nell’Ordinanza, questa ha carattere temporaneo ed è destinata ad essere sostituita da un regolamento per il quale lavoreranno, insieme, maggioranza ed opposizione”.

Ivan Cuconato

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