24 agosto 2016, ore 3,36 circa. Una scossa di terremoto di magnitudo 6.0, con epicentro lungo la Valle del Tronto, squassa il Centro Italia, in particolare la zona tra Accumoli e Arquata del Tronto. In ottobre, altre due forti scosse (la più forte di 6.5 nella zona di Norcia). Scosse che continuano ancora oggi. Terremoti in Italia? Dove sta la notizia? Penserà giustamente qualcuno.

La notizia sta nel fatto dell’insolita durata e frequenza delle scosse nelle nostre Regioni centrali. Il 2016-2017 è un biennio molto particolare da questo punto di vista, dicono gli esperti. La notizia non sta neppure nel numero di vittime, feriti e sfollati (ancora oggi) che le scosse hanno causato: anche su questo siamo, tutto sommato, “abituati” nel Belpaese. La notizia sta, dal mio modesto punto di vista, nel vedere in tv, per l’appunto ad un anno dalle prime scosse, i centri storici di queste cittadine ancora ricolmi di macerie! In molti posti non è stato toccato un masso, un detrito, nulla, come da stessa ammissione dei responsabili dei soccorsi. Come è possibile? Si parla di ricostruire, di ripartire, di far tornare le comunità colpite ad una normalità (per quanto possibile), ad una routine pre-sisma e poi si vedono le macerie ancora lì al loro posto? Mi sento preso in giro io, cittadino italiano, dal Piemonte, figuriamoci chi il sisma lo ha subito e lo subisce ogni giorno.

Fa male vedere le interviste in tv di chi ammette che non si è ancora potuto muovere praticamente nulla… Ma d’altronde basta ripensare al terremoto dell’Aquila del 2009. Ho provato sgomento nel vedere un responsabile dei vigili del fuoco spiegare che bisognerà tirare giù parte del tetto di non so più quale chiesa di Norcia (se non erro) perché il campanile potrebbe crollarci sopra e sotto ci potrebbero essere delle opere d’arte… Forse? Ci potrebbero?!? Ovvio che la priorità va data alle persone piuttosto che alle opere d’arte o agli animali, ma se non si fanno rivivere i centri storici delle cittadine colpite, i residenti non potranno tornare mai ad una sorta di normalità. Abbiamo opere d’arte che tutto il mondo ci invidia e viene a vedere e noi, ad un anno dal terremoto, pensiamo che sotto le macerie ci potrebbero essere delle opere d’arte… Ciliegina sulla torta, il 21 agosto scorso c’è stato un evento sismico ad Ischia d’intensità 4.0, della scala Richter. Ebbene questa scossa di potenza tutto sommato contenuta, se paragonata a quella della Valle del Tronto o dell’Aquila, ha provato ingenti danni, vittime e feriti. E via con le polemiche sull’abusivismo edilizio e via discorrendo.

Quando riusciremo ad essere un Paese normale? A rispettarci ed a farci rispettare? Già perché se non siamo noi italiani i primi a rispettare l’Italia, come facciamo a pretendere rispetto dagli altri Paesi? Ad esempio sulla complessa faccenda migranti o sui conti pubblici? Quando riusciremo a far rinascere il nostro splendido Paese? Perché qualche zero virgola in più di crescita sul Pil rispetto a quanto stimato non vuol dire ripresa o rinascita… Ci vuole ben altro, una ripresa più complessa, anche a livello sociale e culturale.

Ivan Cuconato

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