Domenica 24 settembre, intorno alle 4 del mattino si è rischiato davvero grosso al Prato della  Fiera. Qualche imbecille ha appiccato il fuoco ad una decina di rotoballe di fieno poste al centro del parco cittadino, transennate, pronte per la “Giornata dello Sport”, che così è stata, parzialmente, rovinata da questo gesto ignobile.

Il fieno sarebbe dovuto servire per delimitare il percorso di un’esibizione (ovviamente annullata), a scopo benefico, di motocross: l’evento, organizzato dall’associazione “Fly Sport” con il patrocinio del Comune  di Caselle, serviva a raccogliere fondi per la onlus “Io sto con il Regina Margherita”.

Questa onlus ha per mission il sostegno allo sviluppo ed alla crescita dell’Ospedale Infantile Regina Margherita. I fondi raccolti con questo evento sarebbero serviti a contribuire all’acquisto di attrezzatura per il Reparto di Neonatologia dell’ospedale.

I Vigili del Fuoco hanno impiegato oltre un’ora per domare le fiamme.

Il commento dell’Assessora alle Politiche Sociali ed allo Sport, Angela Grimaldi: “Siamo tutti molto amareggiati. Il danno provocato dall’incendio poteva essere molto grosso. Spero, almeno, che gli artefici non abbiano capito l’entità del danno che avrebbero potuto provocare. Molti non comprendono l’enorme lavoro che c’è dietro all’organizzazione di eventi come questi. Comunque, come richiestoci anche da diversi cittadini, l’evento verrà riprogrammato prossimamente, per non darla vinta e per non rendere il lavoro fatto vano. Un grande riconoscimento va all’impegno dei Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Caselle e San Maurizio intervenuti prontamente ed efficacemente: hanno limitato un incendio che poteva diventare davvero grave, vista la presenza degli alberi del parco e le automobili parcheggiate a poca distanza. Nel complesso, la Giornata dello Sport è andata comunque abbastanza bene, nonostante questo grosso imprevisto”. Un gesto davvero inqualificabile che poteva causare danni davvero grossi: oltre agli alberi del parco ed alle automobili in sosta, le fiamme avrebbero potuto raggiungere la vicina tensostruttura del Palatenda e la pompa di benzina subito accanto. Ogni parola è davvero superflua. Si spera, almeno, che la motivazione sia la stupidità e la noia e non qualcosa di più serio: la consolazione è davvero poca, ma, in caso contrario, il fatto sarebbe ancora più grave.

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