Sabato 7 ottobre, a Chieri, si è svolto un “convegno-cammino”, sul tema L’escursionismo come opportunità di sviluppo territoriale. Il mattino sono stati proposti, dagli organizzatori, diversi itinerari per raggiungere a piedi la cittadina, ove poi nel pomeriggio si è svolto il convegno. La manifestazione fa parte di un programma di eventi, promosso dalla Regione Piemonte, Assessorati al Turismo e Cultura e alla Montagna e Foreste, per l’anno regionale dei Cammini.

Il primo appuntamento si era svolto, lo scorso 8 aprile, al Santuario di Crea: lì si era cominciato a trattare di come gli enti locali, con il coordinamento e la regia della Regione Piemonte, possono supportare la Rete dei Cammini, un’iniziativa che ha una certa storia alle spalle. Infatti già dalla metà degli anni settanta si era gradualmente sviluppato un comprensorio escursionistico sulle colline del Po, che da Moncalieri a Casale Monferrato va ad interessare ampi territori delle province di Torino, Asti ed Alessandria. A partire dal 2012, da singoli itinerari fra loro sconnessi, si è passati ad un embrione di rete, grazie alla graduale connessione di iniziative prima distinte quali la Grande Traversata della Collina, la camminata dei santuari Superga-Vezzolano-Crea, il Cammino di Don Bosco, l’Anello Verde.

Una rete ancora adolescente, con tanta necessità di rafforzamento e, soprattutto, coordinamento. A Chieri il discorso avviato a Crea è ripreso: in particolare si è cercato di allargare la progettazione degli ulteriori indispensabili interventi ad altri soggetti importanti, quali i parchi regionali, il CAI, gli enti di promozione sportiva come l’UISP, le associazioni di promozione turistica (meglio note come Pro Loco, più di mille in Piemonte); infine, indispensabili per coinvolgere la galassia del volontariato, le singole associazioni  già attive sul territorio nella promozione di un salutare “camminare lento”.

A proposito di queste ultime, abbiamo chiesto ai rappresentanti di due di queste associazioni, nate rispettivamente a San Mauro e a Volpiano, ma che associano anche diversi casellesi e mappanesi, di riassumerci i concetti più importanti esposti nel loro intervento al convegno di Chieri. Qui di seguito le loro risposte.

Bruno Fattori, segretario dell’A.S.S.O, acronimo per Amici dei Sentieri di San Mauro ed Oltre:
Nel 1791 un certo Amedeo Grossi, storico torinese, nel pubblicare un suo scritto sulle Cascine e Ville del circondario di Torino, disse che “… sebbene il mondo tutto sia ormai noto, … ignoriamo intanto ciò che sarebbe utile sapere dei paesi in cui viviamo”. Nel convegno di sabato a Chieri ho cercato di ovviare a tale situazione purtroppo ancora molto attuale a più di duecento anni di distanza, con una videoproiezione dedicata all’evoluzione della rete sentieristica della Collina Torinese, sicuramente molto più conosciuta nel ‘700 di quanto lo sia ora. La rete sentieristica, da allora si è evoluta in minima parte trasformandosi in rete stradale, ma nella maggior parte di casi è peggiorata subendo l’abbandono conseguente al minor uso agricolo e forestale del territorio. Tale declino si è arrestato solo dopo la metà del secolo scorso, con la nascita e la crescita di una diversa sensibilità culturale verso il territorio, da cui si sono sviluppate  associazioni e movimenti attenti all’uso del territorio ed alla conservazione dei suoi piccoli e grandi tesori. La proiezione, ma ancor più la camminata organizzata nella mattina di sabato, hanno avuto il pregio di illustrare alcuni aspetti geologici fondamentali per la conoscenza del territorio collinare, purtroppo e spesso ancora poco conosciuti, come disse il Grossi nel 1791.

Marco Boninsegna, presidente dell’ASD Nordic Walking Volpiano:
“Le statistiche ISTAT confermano che gli Italiani sono sempre più longevi ma sofferenti. Molte ricerche mediche affermano che, per una buona longevità, sono necessari: una corretta alimentazione, il movimento e la meditazione. Il nordic walking viene definito come una delle migliori attività fisiche per le persone di tutte le età; si può praticare indifferentemente al mare o in montagna oppure in città.
La pratica del nordic walking nelle escursioni che noi proponiamo è quindi un mezzo per mantenersi in buona forma fisica,  contribuendo inoltre alla valorizzazione territoriale dei  luoghi visitati ”

Possiamo quindi concludere che quella di Chieri è stata una tappa importante;  ovviamente ancora “tanta strada da fare”, per usare, in tema di escursionismo, un facile gioco di parole.

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