Con una decisione datata 4 settembre, il Partito Democratico di Torino ha accolto la richiesta avanzata dal circolo casellese del partito e ha espulso (tecnicamente cancellato dalla lista degli iscritti) per un anno 8 iscritti che si sono schierati, a vario titolo, contro la lista del sindaco uscente Luca Baracco, poi riconfermato alle elezioni amministrative del giugno scorso.

Le persone oggetto del duro provvedimento sono: Morena Accardi, Pietro Bessi, Antonella Bumbaca, Giuseppe Ciravolo, Mauro Esposito, Pietro Pastore Benet, Antonia Sergio e Adele Tirone. Contro tale decisione, gli interessati hanno presentato ricorso.

La dichiarazione in merito del segretario del circolo, Claudio Picca Garin: “Dopo vari incontri avuti con i componenti iscritti alla lista “Per Caselle – Con Baracco”, abbiamo convenuto di fare ricorso alla Commissione di Garanzia metropolitana per chiedere di applicare l’art.2 comma 9 dello Statuto nazionale del Partito Democratico, articolo che cita il fatto che si possano cancellare dalla lista degli iscritti tutti coloro che si sono candidati in una lista alternativa a quella che il Pd ha autorizzato con tutti i crismi regolamentari.

In un direttivo fatto a febbraio 2017, dove, in modo unanime, tutti i partecipanti hanno individuato il candidato a sindaco nel signor Luca Baracco e dove, in più, hanno dato mandato allo stesso, in modo insindacabile, di avere l’ultima parola nella scelta dei candidati consiglieri, alcuni dei membri del direttivo stesso (insieme ad altri iscritti) si sono candidati, o comunque sono stati promotori, della lista concorrente “Ricominciamo per Caselle”.

Alla fine, sei nostri iscritti si sono candidati in questa lista avente per candidata sindaca la signora Martinetto. Il 4 settembre scorso siamo stati sentiti dalla succitata Commissione che ha poi stabilito, dopo attenta analisi, la cancellazione dalle liste degli iscritti per il 2017/2018 di quegli iscritti che si sono candidati, o hanno sostenuto, la lista a noi concorrente. Stiamo parlando di 8 militanti”.

Le parole di uno degli iscritti coinvolti, Pietro Pastore Benet: “Sono molto dispiaciuto di quanto accaduto. Non è di sicuro una bella figura per il partito. Adesso però è ora di finirla con le fazioni e le contrapposizioni. Anche se, secondo me, si fosse fatto un regolare congresso, come previsto dal regolamento, avremmo vinto noi “renziani”. Ma la convocazione dell’assemblea, obbligatoria, è arrivata tardi.

Tutto nasce da lì. Fermo restando che l’ultima parola nella scelta dei candidati consiglieri è del sindaco, e che eravamo tutti d’accordo che il nostro uomo sarebbe stato Baracco, si sarebbe però dovuto ragionare su una rosa di nomi molto più ampia. A causa di tutto ciò, di tutte queste incomprensioni, è poi nata l’altra lista, cui io ho solo partecipato alla presentazione ufficiale. Io continuo a sentirmi un appartenente al PD e aspetto il pronunciamento degli organi competenti sul ricorso nei confronti delle nostre cancellazioni, ed ho fiducia in chi giudicherà. Ripeto però che è ora di finirla con le fazioni: torniamo tutti insieme per il bene del partito e di Caselle. E la pensano come me molti iscritti.

Baracco era il candidato giusto, sulla lista dei candidati consiglieri si poteva fare decisamente meglio. Sono convinto che questa situazione spiaccia un po’ a tutti e spero nel reintegro, non dovrebbe tardare molto il pronunciamento, per ripartire tutti insieme. Comunque, secondo me, alla fine si sono presentate due liste civiche, senza simboli di partito. Sono rimasto male per il trattamento personale ricevuto, ma è ora di andare oltre”.

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