Domenica 22 ottobre scorso si è tenuto anche a Caselle il Congresso di Circolo del Partito Democratico, presso la Sala Giunta di Piazza Europa. Un circolo scosso dai problemi nati con le Elezioni Amministrative del giugno scorso, dove alcuni dissidenti, non d’accordo con le scelte della maggioranza di risostenere il sindaco uscente Luca Baracco, ha sostenuto una lista alternativa.
Da qui il ricorso alla Commissione Metropolitana di garanzia da parte del coordinatore di circolo uscente Claudio Picca Garin (che non si è ripresentato come candidato alla carica) per un provvedimento disciplinare che interessasse gli otto “ribelli”.
Provvedimento che è arrivato il 4 settembre: cancellazione dall’anagrafe degli iscritti per il 2017-2018. Ovviamente i sanzionati hanno fatto ricorso alla Commissione Regionale e la risposta è arrivata, giusto in tempo per il Congresso, venerdì 20 ottobre, sostanzialmente confermando i provvedimenti: solo per Pietro Bessi e Pietro Pastore Benet, che non si erano candidati nella lista avversaria, la cancellazione è stata ridotta all’anno in corso.
I dissidenti si sono quindi presentati domenica mattina chiedendo la parola e leggendo un duro comunicato nei confronti dei vertici del PD torinese. Dopodiché hanno lasciato la sala.
Ovviamente, il prossimo passo sarà il ricorso alla Commissione Nazionale: una querelle senza fine che avvelena il clima del PD casellese…

Tornando ai lavori del Congresso, una quarantina gli iscritti presenti, è stata presentata una sola lista con candidato coordinatore Stefano Oggiano, 41 anni, dipendente di una multinazionale delle telecomunicazioni.
Lista che ovviamente è stata votata. E’ stato costituito quindi un direttivo “monstre” di ben 24 persone.
La dichiarazione di Oggiano: “Purtroppo, l’intervento degli espulsi, cui abbiamo concesso la parola senza problemi, ha un po’ “agitato” le acque, mentre era nostra intenzione fare un Congresso di ricomposizione, per rimetterci a lavorare insieme per il bene di Caselle. Non voglio comunque commentare la vicenda, anche perché sta seguendo il suo corso presso gli organi di partito competenti. Vorrei parlare invece del Congresso, dove è stata presentata una lista unitaria e dove io sono stato proposto come coordinatore di circolo.
Direi che la votazione è andata bene, partecipata e ne è scaturito un direttivo di 24 persone, molto variegato anche per età, con molti giovani e qualche “senatore” ad apportare un po’ di esperienza.
Come ho scritto nel mio programma illustrato ai presenti, intendo portare avanti essenzialmente tre punti.
Il primo è far tornare a parlare di politica (sia locale, sia nazionale) generazioni diverse. Il secondo è porre in essere un confronto/controllo nei confronti della nostra Amministrazione, perché porti avanti il nostro programma. Terzo, tornare tra la gente, all’esterno del circolo, per farsi conoscere e discutere, capire e spiegarsi.
A breve convocherò il primo direttivo per iniziare subito a lavorare e nominare le altre cariche del circolo”.
Il nuovo coordinatore avrà sicuramente bisogno di una grossa mano per far tornare a lavorare un circolo minato da tutti questi problemi, ma la soluzione giusta è proprio questo megadirettivo?
Per esempio il Circolo di Borgaro avrà un direttivo di sette persone, mentre quello di Mappano otto…

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