Come ogni anno in questo periodo si riparte con l’emergenza inquinamento nelle nostre città, nelle quali le agenzie regionali di protezione ambientale rilevano puntualmente la quantità di polveri sottili presenti nell’aria che respiriamo.
Il nostro capoluogo è particolarmente soggetto ad ordinanze più o meno restrittive fin dal tempo delle targhe alterne. Oltre alle quantità di agenti inquinanti (fumi generati da veicoli, industrie ed abitazioni) che introduciamo in maniera più o meno consapevole, viviamo in una zona geografica, la Pianura Padana, che per la sua conformazione geologica (circondata dalla Catena Alpina) non facilità lo smaltimento dello smog prodotto.
Sembrerebbe che le varie amministrazioni che si sono susseguite alla guida della città, oltre a promuovere ordinanze di emergenza, non siano state capaci di progettare un piano di più ampia portata e che affrontasse alla base il problema dell’inquinamento. L’inquinamento, non solo dell’aria ma anche del terreno e dell’acqua, è un problema reale ed immediato, troppe volte sottovalutato e troppo spesso procrastinato.

La pessima qualità dell’aria, la tossicità della terra e l’aumento della temperatura e dell’acidità negli oceani sono ormai confermati dai più autorevoli studiosi e sono una delle principali cause di malattie e decessi.
L’uomo con le sue attività sta contaminando l’ambiente circostante. Periodi di siccità, desertificazione, violenti nubifragi sono campanelli d’allarme che non possono essere trascurati.

Sono consapevole, però, delle cattive abitudini che abbiamo ogni volta che salgo in auto.
La mia generazione è cresciuta con l’idea di possedere un’automobile, un po’ per necessità, un po’ per comodità. E non è facile dover cambiare in età adulta, soprattutto per i ritmi che la vita attuale ha.
Bisognerebbe davvero avere un modo di vivere più a stretto contatto con la natura.
Sicuramente un passo fondamentale in questa direzione può avvenire sensibilizzando i bambini con un’adeguata formazione scolastica sul tema ambientale. Immaginiamo solo se le popolazioni di nazioni come Cina o India avessero nella loro totalità lo stesso stile di vita che abbiamo noi occidentali. Sono impressionanti le immagini del cielo grigio di alcune città cinesi. Sembra che ci sia perennemente la nebbia. Anche se è da sottolineare che il governo cinese è intervenuto con misure per contenere lo smog.

L’ambiente è un bene collettivo che deve essere tutelato per garantire la vita alle generazioni future. Se si compromette il rapporto con la natura, si compromette l’esistenza.

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