Il 4 dicembre scorso, la Giunta Grassi ha inviato ai Comuni cedenti (ed agli Enti superiori interessati) una “proposta di protocollo d’intesa per la definizione definitiva dei rapporti conseguenti all’istituzione del Comune di Mappano”.

Tale proposta “al fine di pervenire ad un accordo urgente che garantisca un ordinato e certo riparto di risorse tra i Vostri Comuni e il Comune di Mappano”. In effetti, il 2018 è alle porte ed il nuovo Comune dovrebbe, almeno, cominciare a camminare con le proprie gambe, fare i primi passi in tal senso. Ma la proposta mappanese è assai difforme dal testo condiviso cui si stava lavorando con la “supervisione” (a dire il vero assai compassata) della Città Metropolitana e ciò ha scatenato le reazioni polemiche dei sindaci dei Comuni cedenti.

Difformità d’altronde confermata da Grassi: “Si ritiene che la convenzione da Voi proposta sarebbe stata attuabile nel 2017, ma alle porte del 2018 si rende invece necessario un accordo sulle percentuali di riparto dei beni e personale che renda agevole la delibera di chiusura dello scorporo di Mappano con la fine dell’anno 2017 da parte della Città Metropolitana”. Il testo prosegue polemicamente con l’atteggiamento assunto dai Comuni cedenti, almeno secondo il punto di vista mappanese: “(…) Manifestiamo l’assoluta necessità per le S.V. di dare corretta imputazione nel bilancio 2017 delle entrate e spese per conto del Comune di Mappano e diamo inoltre importanti chiarimenti sulla corretta interpretazione del concetto di invarianza di spese e sulla proroga della mobilità”. Altro esempio? “Non si ritiene che i Comuni cedenti possano deliberatamente bloccare l’efficacia delle determinazioni del Comune di Mappano, in nome del principio di invarianza la cui verifica spetta eventualmente agli enti di controllo”. E ancora: “Non appare poi neppure pensabile che il nuovo Ente, la cui amministrazione risulta ora democraticamente eletta, venga messo sotto stretta “tutela e vigilanza” da parte degli Enti cedenti, i quali si appropriano del diritto di condizionare e vincolare le autonome scelte del Comune di Mappano, in funzione del principio dell’invarianza, cui loro stessi dovrebbero attenersi”. La proposta redatta dalla Giunta Grassi sembrerebbe anche una risposta alla lettera inviata qualche settimana prima dai sindaci dei Comuni cedenti ed in cui si chiedeva al nuovo Ente una maggiore prudenza nelle spese ed una maggiore comunicazione preventiva. Si prospetta quindi un braccio di ferro dai tempi incerti, visto che, in chiusura, da Mappano si sollecitava, non una risposta, ma l’adesione a tale proposta entro e non oltre il 7 dicembre, ossia tre giorni dopo l’invio.

La dichiarazione di Luca Baracco, sindaco di Caselle: “Questa proposta mappanese è giunta come un fulmine a ciel sereno e ci ha, sinceramente, spiazzati. Non ne capiamo il senso: stavamo lavorando da mesi, faticosamente, insieme alla Città Metropolitana per tirare giù una bozza di convenzione seria, articolata, che soddisfacesse tutti quanti, criticando la stessa Città per la “lentezza” e per il poco approfondimento della prima bozza presentataci, ed ora? Ai primi di dicembre Grassi invia a tutti quanti questa sua proposta, unilaterale e profondamente differente da quella cui stavamo lavorando. Ci sono tanti punti difformi dal testo precedente, poi non ne ha discusso con nessuno: è così e basta? Se le cose stanno così, come minimo abbiamo buttato via due mesi di lavoro faticoso. Stavamo attendendo la convocazione della Città Metropolitana per discutere nuovamente sull’avanzamento della bozza, sui punti che avevamo sollevato e sollecitato, e adesso? Sembra di essere tornati al muro contro muro: da una parte i quattro Comuni cedenti, dall’altra Mappano. Peccato che nel mezzo ci siano i cittadini e che il 2018 sia lì, dietro l’angolo”.

Il punto di vista di Claudio Gambino, sindaco di Borgaro: “Questa controproposta di Grassi non va assolti questo testo, la sottoscrizione di un protocollo è assai lontana. Non capisco: avevamo iniziato un percorso condiviso, insieme, ora non riesco a capire questa svolta unilaterale. Il 2018 è alle porte, mancano pochi giorni, e davvero non riesco a capire le sue intenzioni: il collega Grassi dovrebbe fare un po’ più di attenzione, essere meno demagogico e più concreto e diplomatico. Ha la responsabilità di una comunità sulle sue spalle, come noi d’altronde: qui non si tratta di vincere o perdere una partita, perché o si vince tutti insieme, o si perde tutti quanti. Dobbiamo cercare di amministrare al meglio i nostri cittadini, ma non possiamo dimenticarci che ciò passa anche dalla collaborazione con i Comuni limitrofi, ancora di più in una situazione complicata come quella di Mappano. Loro hanno fatto le loro scelte in autonomia, e ci mancherebbe, ma non possono dimenticarsi di Borgaro, Caselle e degli altri Comuni cedenti: l’invarianza di spesa riguarda tutti quanti e non ci si può sottrarre”.

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