Come si può evincere dal sito internet “ufficiale” del Mercatone Uno in amministrazione straordinaria (www.mercatoneunoamministrazionestraordinaria.it), c’è qualche timida novità all’orizzonte, quanto concreta lo dirà solo il tempo.
I commissari straordinari hanno infatti pubblicato il nuovo regolamento di vendita a trattativa privata: tutti i soggetti interessati hanno tempo fino al 14 dicembre prossimo per poter presentare le offerte vincolanti.

Questo nuovo bando fa seguito a quello del luglio scorso, grazie al quale pervennero undici manifestazioni d’interesse non vincolanti.
Ovviamente il nuovo regolamento è stato autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico ed è caratterizzato da una maggiore flessibilità per cercare di facilitare il raggiungimento degli obiettivi di ogni amministrazione straordinaria, ossia la salvaguardia della continuità aziendale ed il pagamento del dovuto (o di parte di esso) ai creditori.

Nel bando si prevede di vendere “i complessi aziendali delle Società”, ovvero “i rami d’azienda aventi ad oggetto la gestione dei punti vendita, unitamente ai relativi immobili di proprietà delle Società, nonché agli immobili di proprietà destinati ad uso magazzino, il marchio “Mercatone Uno” e altri marchi delle Società, la sede amministrativa di Imola e il ramo d’azienda avente ad oggetto le attività logistiche”.

Si parla di società perché il Gruppo Mercatone Uno comprendeva nove aziende.
Ovviamente, come riportato nel regolamento della trattativa, “le offerte potranno avere ad oggetto tutti o alcuni dei punti di vendita, con o senza immobili, e con la possibilità di escludere altre attività”.
L’acquirente “acquisterà i complessi aziendali liberi da debiti e da gravami anteriori alla cessione”, “dovrà obbligarsi a proseguire le attività aziendali per almeno un biennio e dovrà altresì obbligarsi a mantenere per il medesimo periodo i livelli occupazioni stabiliti all’atto di vendita”, inoltre “l’acquirente e i Commissari potranno convenire con le organizzazioni sindacali il trasferimento solo parziale dei lavoratori”.
Sempre nel regolamento si può ancora leggere che “i Commissari selezioneranno la migliore offerta in base ai criteri del prezzo offerto, dei livelli occupazionali garantiti e del piano industriale per la continuazione dell’attività aziendale” e che “la determinazione finale circa gli esiti della procedura di vendita sarà soggetta all’autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico”.

Purtroppo bisogna anche ricordare che il punto di vendita di Mappano (come anche quello di Brandizzo) partirebbe svantaggiato perché gli immobili che lo ospitavano non erano di proprietà del Gruppo, ma in affitto, quindi meno appetibili.
Si vocifera anche di una possibile apertura del punto vendita nei weekend prenatalizi, una replica di quanto effettuato lo scorso anno, ma la voce non trova per ora conferma e non godrebbe dei favori dei dipendenti che si sentirebbero presi in giro.
Oltretutto quale sarebbe la merce da vendere? Quella di altri punti vendita? In quale stato sarebbero gli immobili dopo un anno di chiusura totale?
Dopo l’uscita della questione dall’orbita dell’assessora competente casellese Angela Grimaldi, abbiamo interpellato Davide Battaglia, assessore mappanese alle Politiche del Lavoro: “Stiamo cercando di incontrarci, per ora senza riuscirci per i rispettivi impegni, con la collega Grimaldi per un “passaggio di consegne” della situazione che era e resta drammatica per i lavoratori.
Ho cercato più volte di entrare in contatto con i commissari straordinari in diversi modi, ma, purtroppo, senza ricevere nessun riscontro di nessun tipo da parte loro”.
Non resta che sperare che il nuovo bando porti qualche beneficio concreto ai lavoratori…

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