Archiviato il 2017, il 2018 si fa avanti presentandosi come anno potenzialmente di cambiamento quantomeno sul fronte governativo.
Infatti sciolte le Camere, è stato fissato al 4 di marzo il giorno in cui si terranno le prossime elezioni per il nuovo parlamento. Sarà, perciò, un inizio di anno all’insegna di una campagna elettorale con tutto ciò ne consegue. Slogan, promesse, programmi, accuse, litigi, denunce, progetti, dibattiti si alterneranno sui principali mass e social media e ci porteranno ad anelare l’arrivo istantaneo delle urne.
Da quel che pare ed appare ci aspetterà una competizione politica agguerrita con un risultato finale incerto.
Inoltre la legge elettorale di nuova approvazione non faciliterà il compito di avere una forza politicamente stabile ed ideologicamente omogenea alla guida del governo. La conferma di ciò è che, ancor prima di questa votazione, alcuni esperti già ne prevedono una seconda a distanza di qualche mese da quella di inizio marzo. Sarà il tempo a svelarci la verità.

Ben più quotidianamente concreti invece sono i rincari che, come ogni inizio anno, il nostro tanto amato Babbo Natale si dimentica sotto l’albero. Elettricità, gas e pedaggi sono gli aumenti più scontati di We are the champions suonata per la squadra vincitrice della finale di coppa.
Invece se sul posto di lavoro viene richiesto un adeguamento salariale dopo oltre una decina d’anni di onorato servizio le risposte potrebbero variare da “non è la congiuntura adatta” a “bisognerà attendere le opportune valutazioni” ovvero trascorreranno almeno altri sei mesi. Punti di vista differenti.

Alla consueta e convenzionale suddivisione umana del tempo in anni preferisco di gran lunga quella naturale delle stagioni. Che in fondo mi ricorda molto di più la vita dell’essere umano.
La primavera intesa come i primi anni di vita, nei quali ogni cosa fiorisce e di fronte a noi si ha un mondo tutto da esplorare.
Seguita dall’estate, l’età della giovinezza, dove è quasi tutto concesso e possibile. Dove l’energia è talmente straripante che ogni meta pare alla portata di mano. Una mescolanza di edonismo forzato anni Ottanta e un romanticismo alla Sturm und drang.
Poi arriva l’autunno, l’età adulta, si desidererebbe matura, nel quale il chiaroscuro delle responsabilità si alterna, se si è fortunati, a riconoscimenti e soddisfazioni di varia natura. E’ il momento in cui si fanno i conti.
Infine l’inverno, la parabola conclusiva della senilità, nel quale si può assaporare serenità se si è vissuti bene.

Il tempo scorre inesorabile, ed ogni anno siamo qui a commemorarlo nella sua ostentata indifferenza alle vicende umane. E’ certamente galantuomo ma è come un autista fiscale. Non aspetta nessuno.

Condividi

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here