Il 22 dicembre scorso, finalmente, si è tenuto il Consiglio Comunale mappanese. Nella sala “Lea Garofalo” si doveva approvare un documento fondamentale per la vita di un Comune: il Documento Unico di Programmazione (naturalmente per il triennio 2017-2019) ed il relativo Bilancio di Previsione 2018. 
Ma l’approvazione è stata “monca”: infatti i quattro consiglieri d’opposizione (Campioni, Marchese, Tonini e Gennaro), compatti, hanno chiesto di rimettere in discussione il documento. Hanno anche diffuso una lettera congiunta di critica all’operato della Giunta Grassi e, non avendo ottenuto soddisfazione, al momento del voto del DUP hanno abbandonato il Consiglio per protesta.
Ecco alcuni estratti della lettera: “Per oltre 20 anni abbiamo dovuto lottare per avere maggiori investimenti e servizi e tutto questo ha creato legittime aspettative l’11 giugno 2017.
A 6 mesi dalla nascita di Mappano comune, il primo bilancio del comune di Mappano, redatto con evidente e insostenibile ritardo rispetto alle istanze di noi cittadini, prevede zero euro per garantire una migliore qualità della vita e un corretto sviluppo del territorio”.
E giù un elenco di criticità su cui non sarebbero previsti investimenti, tra cui viabilità e manutenzioni stradali, messa in sicurezza del territorio, attività di tutela del territorio e dell’ambiente, attività culturali e giovanili, risparmio energetico, nuova occupazione.
Si cita “il “licenziamento” dell’attuale Commissario di Polizia Locale che non viene sostituito da nessun Nuovo Comandante vista l’assenza della figura in pianta organica con le rispettive risorse.
I commercianti si sono organizzati autonomamente per sopperire alle scelte poco oculate dell’amministrazione e il costo della sorveglianza privata graverà sul costo finale dei prodotti”.
Ancora: “Questo bilancio certifica i passi indietro rispetto alla gestione del CIM, nessun nuovo servizio, nessun nuovo dipendente, molte iniziative venute meno e il controllo del territorio totalmente assente. In oltre sei mesi la nuova amministrazione non è stata in grado di redigere un’attestazione da consegnare a famiglie e imprese dove formalmente si comunica la creazione del nuovo comune; al contrario si “dice” ai cittadini utilizzando gli organi di stampa, di farsi carico del problema attivandosi in prima persona con il proprio datore di lavoro”.
La chiusura della lettera è ancora più dura: “La principale scelta di questa Amministrazione finora realizzata è stata l’incremento del numero delle «cadreghe» con conseguenti costi diretti, indiretti e gettoni di presenza (Assessore esterno, Presidente del Consiglio, Consulente per controllo di gestione, 16 posti in commissioni non necessari) che andranno a pesare sulle tasche dei mappanesi. Rispetto ai suddetti costi, i documenti di bilancio di previsione finanziario 2017/2019 e il DUP non rispettano chiaramente il principio di invarianza di spesa enunciato dal dispositivo della Corte dei Conti”.

Il commento in merito del sindaco Francesco Grassi: “Trovo che sia stato un gesto di poca responsabilità non partecipare alla votazione di un documento fondamentale come quello del bilancio preventivo, per giunta il primo nella storia del nostro Comune.
Oltretutto non capisco questo atteggiamento ostruzionistico: dei vari aspetti che compongono il documento ne avevamo già ampiamente discusso in commissione. Senza un bilancio, come si fa a programmare la vita del nostro Ente nel 2018? Come già ampiamente spiegato ovunque, questo primo documento è stato redatto basandosi solo su dati certificati, quindi è un bilancio di minima: non abbiamo voluto inserire dati campati per aria, ma solo numeri certi. Infatti ciò che abbiamo preventivato non si dovrebbe discostare di molto poi da ciò che accadrà nel corso del 2018.
Per il 2019, sicuramente ci sarà un bilancio redatto in maniera più completa ed articolata, ma per l’anno che sta per arrivare era semplicemente impensabile ed impossibile”.

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