PiazzeAmiche

Trattare di un’agevolazione fiscale: un argomento un po’ fuori dell’abituale, per il primo numero di quest’anno della rubrica Piazze Amiche.
Senza dubbio. Però ci è sembrato importante farlo, dato che questo bonus potrebbe rivelarsi molto utile proprio per i nostri inserzionisti: piccoli negozianti, studi professionali, artigiani, giovani che vogliono far conoscere la loro microimpresa, utilizzando spazi pubblicitari sul giornale che trovano sottocasa, spendendo soldi che poi tornano indietro come credito d’imposta. 

Una boccata d’ossigeno e un’opportunità anche per i giornali Gepli, quei giornali di Pro Loco dal cui incontro è nata questa rubrica.
L’incremento delle entrate pubblicitarie porterebbe un po’ di ossigeno ai nostri bilanci, aiutandoci a mantenere la copertura dei costi che è garanzia della nostra indipendenza.

Bonus pubblicità: cos’è e come cambia dal 2017 al 2018.

Il bonus pubblicità è un’agevolazione di natura fiscale, nella forma del credito d’imposta, introdotta per la prima volta dalla Manovra correttiva 2017 (D.L. 50/2017) a sostegno degli investimenti pubblicitari  effettuati sui giornali e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale. Il Collegato fiscale alla legge di Bilancio 2018 ha esteso il periodo di applicazione dell’incentivo ed ha ampliato la platea dei soggetti beneficiari e le categorie di spese agevolabili. Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione, e dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2018, da presentare nel 2019.

Quali sono le finalità del Bonus pubblicità?

Lo scopo del bonus pubblicità previsto dal D.l. 50/2017 non è solo favorire gli investimenti pubblicitari ma anche, come specificato nel comma 2, agevolare le imprese editrici di nuova costituzione, che:

  • realizzano progetti innovativi;
  • rimuovono stili di comunicazione sessisti e lesivi dell’ identità femminile;
  • promuovono la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali;
  • lasciano spazio per la maggiore diffusione dell’uso delle tecnologie digitali.

Quante sono le risorse dedicate al Bonus pubblicità?

Per l’anno 2018 sono stati stanziati 62,5 milioni di euro, di cui 50 milioni per gli investimenti sulla stampa (20 per gli investimenti effettuati nel secondo semestre del 2017, più 30 per quelli da effettuare nel 2018);  12,5 milioni per gli investimenti da effettuare nel 2018 sulle emittenti radio-televisive.

A chi è indirizzato il Bonus pubblicità?

Il bonus è indirizzato a soggetti titolari di reddito d’impresa: lavoratori autonomi, professionisti ed imprese.

Qual’è il grado di copertura della spesa?

Il credito d’imposta è ora pari al 75% del valore incrementale degli investimenti pubblicitari effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative.
Ricordiamo che, in base alle normative comunitarie, la distinzione fra microimpresa, piccola o media impresa è la seguente:

  • la microimpresa ha meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro
  • la piccola impresa ha meno di 50 dipendenti e fatturato inferiore a 10 milioni di euro
  • la media impresa ha meno di 250 dipendenti e fatturato inferiore a 50 milioni di euro.

Il credito d’imposta liquidato potrà essere inferiore a quello richiesto nel caso in cui l’ammontare complessivo dei crediti richiesti con le domande superi l’ammontare delle risorse stanziate. In tal caso, si provvede ad una ripartizione percentuale  delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto. Al riguardo, è importante ricordare che i limiti di spesa sono distinti per gli investimenti sulla stampa e per quelli sulle emittenti radio-televisive, in coerenza con il fatto che gli stessi stanziamenti delle risorse sono stati distinti dalla legge per i due tipi di media. Questo significa che, in presenza di investimenti su entrambi i media, il soggetto richiedente può vedersi riconosciute due diversi di crediti d’imposta, in percentuali differenziate a seconda delle condizioni della ripartizione su ognuna delle due platee di beneficiari. 

Cosa si paga col Bonus pubblicità?

I bonus copre gli investimenti incrementali (che devono essere superiori all’1% dei pregressi investimenti) riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari ed inserzioni commerciali, effettuati esclusivamente sui giornali quotidiani e periodici, pubblicati su carta o in formato digitale, e sulle radio e TV locali. Per beneficiare del credito d’imposta, l’investimento deve essere di tipo incrementale: il suo valore deve superare almeno dell’1% quello relativo agli investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.

Spese escluse dal Bonus pubblicità.

Le spese per l’acquisto di pubblicità sono ammissibili al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connesso.

Sono inoltre escluse le spese per televendite o pubblicità di pronostici, giochi, scommesse, messaggeria vocale o chat-line a sovraprezzo.

Su quali giornali il Bonus è spendibile.

Gli investimenti pubblicitari devono essere effettuati su giornali ed emittenti, anche on line, editi da imprese titolari di testata giornalistica, iscritta presso il competente Tribunale ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione (noto anche come ROC), e dotate in ogni caso della figura del direttore responsabile. Quindi, non blog, social ed altro, che sono solo manifestazione di un pensiero, ma solo testate giornalistiche a tutti gli effetti.

Domanda di ammissione al beneficio.

I soggetti interessati presentano la domanda di fruizione del beneficio nella forma di una comunicazione telematica (una “prenotazione”) su apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, usufruendo di una “finestra temporale” ampia (potrebbe essere dal 1° marzo al 31 marzo di ciascun anno; lo preciserà il Regolamento d’attuazione di cui al punto successivo). La comunicazione dovrà contenere:

  • i dati identificativi dell’azienda (o del lavoratore autonomo);
  • il costo complessivo degli investimenti pubblicitari effettuati, o da effettuare, nel corso dell’anno; ove gli investimenti riguardino sia la stampa che le emittenti radio-televisive, i costi andranno esposti distintamente per le due tipologia di media;
  • il costo complessivo degli investimenti effettuati sugli analoghi media nell’anno precedente;  (per “media analoghi” si intendono la stampa, da una parte, e le emittenti radio-televisive dall’altra; non il singolo giornale o la singola emittente);
  • l’indicazione dell’incremento degli investimenti su ognuno dei due media, in percentuale ed in valore assoluto;
  • l’ammontare del credito d’imposta richiesto per ognuno dei due media. 

Come funziona il credito ed incompatibilità con altre agevolazioni.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante F24, ed è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista da normativa nazionale, regionale o comunitaria. La legge ha demandato ad un Regolamento di attuazione il compito di disciplinare tutti gli aspetti della misura non direttamente regolati dalla legge, comprese le procedure operative che sono state definite con l’Agenzia delle Entrate; il Regolamento è in corso di adozione.

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