Come già sottolineato nella serata di protesta organizzata dal Partito Democratico il 1° febbraio scorso dal vicepresidente Roberto Cotterchio, l’API (Associazione Piccole e Medie Imprese) della (ex) Provincia di Torino va all’attacco del Comune di Mappano. O meglio, all’attacco della Giunta Grassi.

Proprio il 1° febbraio, l’associazione ha reso pubblico un comunicato stampa firmato dal suo presidente Corrado Alberto: un testo pesante, dove si accusa l’Amministrazione Comunale di rifiutare il dialogo con le imprese. “Di fronte all’inattività e anzi al caos nel quale è il territorio di Mappano, abbiamo sollecitato un incontro urgente con il sindaco. Stiamo ancora spettando dopo giorni una risposta. Una Amministrazione che voglia essere attenta al territorio e alla sua economia non può comportarsi così”. Questa l’apertura.

Il presidente prosegue: “Dopo aver sollevato più volte la necessità di un dialogo costruttivo, abbiamo chiesto un incontro ufficiale con il sindaco avendo come risposta il silenzio. Forse il sindaco dimentica che nel suo territorio ci sono circa 800 imprese con 7mila dipendenti”.

Un atteggiamento che l’API non comprende, visto che si sta cercando un dialogo, ed offrendo una mano, per trovare soluzioni sui diversi fronti aperti dopo la creazione del nuovo comune: le modifiche del Registro delle Imprese, degli atti societari rogati da notaio, della toponomastica (sei le coppie di vie “doppie” in attesa di cambiamento) e delle carte di circolazione dei mezzi.” – Conclude Alberto: “Di fatto, il primo comunicato istituzionale del Comune di Mappano ai cittadini e alle aziende è indicativo: il promemoria per gli adempimenti fiscali in capo ai Mappanesi. Noi continuiamo ad essere a disposizione per un lavoro serio. Ma a questo punto, c’è da chiedersi davvero se l’attuale sindaco non voglia mandare via da Mappano le imprese, con le ovvie conseguenze del caso”.

Una presa di posizione dura (dopo otto mesi di attesa), che aspetta una risposta istituzionale.

 

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