Sabato 3 febbraio si è tenuta la commemorazione dell’eccidio del Prato Fiera: il 1° febbraio 1945, in quella che oggi è conosciuta come piazza Andrea Mensa, vennero barbaramente fucilati 5 partigiani. Luigi Cafiero, Antonio Garbolino, Andrea Mensa, Adolfo Praiotto e Mario Tamietti: questi i nomi dei cinque patrioti assassinati per rappresaglia a seguito dell’uccisione di un parà avvenuta a Borgaro il giorno prima. Tre dei martiri vennero prelevati dal Tribunale di Ciriè, gli altri due erano imprigionati nei sotterranei delle scuole di San Maurizio, divenute comando locale dei paracadutisti repubblichini del Battaglione Nembo.

Come di consueto, il ritrovo è avvenuto in piazza Boschiassi, da dove il corteo si è formato ed è proseguito per la lapide, posta per l’appunto in piazza Mensa, dove, oltre all’omaggio floreale, si è tenuta l’orazione ufficiale con una buona presenza di pubblico. Numerosi i gonfaloni ed i sindaci presenti dai Comuni vicini, oltre alla presenza di altre sezioni dell’ANPI oltre a quella casellese “Santina Gregoris”, organizzatrice (insieme al Comune) della manifestazione. Presenti anche le autorità civili e militari (Carabinieri e Polizia Locale), associazioni, gli onnipresenti Alpini e la Protezione Civile. Sempre presente la Filarmonica “La Novella”.

Presente nella quasi totalità la Giunta Baracco, da rimarcare la presenza della minoranza consiliare mappanese. Il saluto del sindaco Luca Baracco è stato, come sempre, molto sentito: “Quest’anno è il 70° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, la nostra “cassetta degli attrezzi” della democrazia, come l’ha definita il Presidente della Repubblica Mattarella. Una ricorrenza che va fatta pensando al presente, non solo al passato, così come per la commemorazione dell’eccidio avvenuto qui 73 anni fa, perché senza democrazia e memoria ci mancherebbe la terra sotto i piedi. L’impegno di tutti noi cittadini per sostenere la democrazia è l’unico modo per essere degni del sacrificio di questi cinque martiri barbaramente trucidati”.

Il sindaco ha ricordato, come sempre, la figura proprio di Santina Gregoris, che si affacciava dalla finestra della sua camera al Baulino per sventolare il tricolore all’arrivo del corteo. Al saluto di Baracco è seguita l’orazione ufficiale di Stefano Bona, coordinatore per le Valli di Lanzo dell’ANPI, il quale ha ricordato il triste anniversario che ricorre quest’anno, una vergogna per l’Italia: nel 1938 entrarono infatti in vigore le famigerate leggi razziali. Il coordinatore ha anche sottolineato un importante apporto alla lotta partigiana, spesso sottovalutato: quello delle donne, che pagarono a caro prezzo il loro impegno.

In chiusura, Bona invita tutti i presenti a firmare l’appello lanciato a tutte le istituzioni democratiche, promosso dall’Anpi (ma anche da molte altre realtà associative, politiche, culturali e sindacali): “Mai più fascismi”, per contrastare il dilagare degli episodi di rinascita neofasciste e neonaziste in Italia ed in Europa.

La petizione si può firmare anche on-line alla pagina: https://www.change.org/p/istituzioni-democratiche-mai-più-fascismi-appello-nazionale.

In chiusura, il saluto della presidente della sezione ANPI casellese, Giusi Chieregatti.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here