Giovedì 1° febbraio la saletta dell’Hotel Stellina era strapiena, con tanto di gente in piedi. La serata di protesta organizzata dal circolo mappanese del Partito Democratico ha, quindi, fatto centro. Al tavolo dei relatori dell’assemblea pubblica c’erano i quattro consiglieri comunali d’opposizione: naturalmente i piddini Valter Campioni e Federica Marchese, insieme a Roberto Tonini (Facciamo Mappano) e Luigi Gennaro (Lista Mappano).

Ad introdurre la serata, il segretario del PD mappanese Angelo Previati. Una raffica di problematiche e fallimenti messi in campo, nelle due ore circa di dibattito, dai consiglieri e dal pubblico in sala: quasi un vero e proprio “cahier de doleances”… Ma la cosa che ha colpito di più (a rimarcarlo i consiglieri, l’assessore borgarese, ma residente a Mappano, Marcella Maurin, il vicepresidente provinciale di API Roberto Cotterchio) di questi primi sette mesi di Amministrazione Grassi è l’assoluta mancanza di collaborazione da parte della Giunta con il “mondo esterno”, quasi gli amministratori mappanesi si sentissero accerchiati, in un momento in cui, invece, servirebbe la collaborazione di tutti.

Tanto per cominciare, proprio Tonini ha sottolineato come il termine opposizioni consiliari non gli piaccia: “Noi dovremmo essere minoranze consiliari, non ci sentiamo in opposizione, ma dobbiamo sederci intorno ad un tavolo con la Giunta e parlare, discutere, costruire per il bene di Mappano”.

Per Gennaro, le commissioni consiliari sono elefantiache e poco pratiche e funzionali: “Bisogna ridurne i componenti: è assurdo che siano composte da nove persone, sei della maggioranza e tre dell’opposizione. E poi devono lavorare, bisogna convocarle spesso, altrimenti che senso hanno? Magari lo scopo è proprio questo? Che non siano operative”.

Per Marchese “non hanno senso il presidente del consiglio e l’assessore esterno, oltretutto non obbligatori per un Comune sotto i 15 mila abitanti. Non è neanche tanto una questione di costi. Per esempio, perché il presidente non convoca mai la riunione dei capigruppo? E’ una questione di poca operatività”.

Per Campioni “non ha senso buttare via tutti questi soldi in cause che perderemo, anziché cercare dialogo, e convenzioni, con i Comuni cedenti. Lo scioglimento del CIM? Il consorzio era di Borgaro e Caselle, perché avrebbero dovuto chiedere il permesso a Mappano? Assurdo… E’ anche una questione di invarianza di spesa: perché avere un “doppione” nei costi? A proposito di invarianza”, ha proseguito Campioni, “come si può andare a fare una convenzione con Volpiano per la Polizia Locale? E’ ovvio che andasse fatta con i Comuni cedenti”.

Per l’Associazione Piccole e Medie Imprese, Cotterchio sottolinea che “le difficoltà nate dalla nascita del nuovo Ente noi le avevamo già previste nel 2013. E’ assurdo che da sette mesi noi sollecitiamo un incontro col sindaco per offrire collaborazione e non solo non veniamo ricevuti, ma non otteniamo neanche risposte: siamo esterrefatti”.

Ne è emersa una bocciatura senza appello per questi primi sette mesi dell’Amministrazione Grassi, cui si imputa, soprattutto, un arroccamento senza senso, una poca propensione al dialogo ed alla collaborazione, in una fase iniziale in cui il nuovo Comune avrebbe bisogno dell’aiuto di tutti, all’interno ed all’esterno dei propri confini territoriali, vista anche la genesi, inedita ed insolita, dell’Ente stesso.

 

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