E Grassi fa di nuovo ricorso al TAR

Anche per lo scioglimento del CIM

203

Può sembrare incredibile, ma in data 24 febbraio, il Comune di Mappano ha presentato ricorso al TAR contro lo scioglimento del CIM (Consorzio Intercomunale Mappano), decretato dalle due delibere dei Consigli Comunali di Caselle e Borgaro (i due Comuni di cui il CIM era emanazione) del dicembre scorso.

Perché incredibile? Perché il sindaco Grassi, dopo aver più volte minacciato il ricorso, aveva sottoscritto, a metà gennaio, l’accordo con i sindacati (ed il Comune di Caselle) per il passaggio dei sei dipendenti del consorzio al Comune di Mappano, salutando il fatto come, giustamente, “storico”: Mappano ha i suoi primi sei dipendenti! Ma poi, con un ricorso di ben 19 pagine, si è dato un colpo di spugna.

Come si può leggere nel testo del ricorso, “questo [il CIM; ndr] venne sciolto arbitrariamente e senza il rispetto delle modalità previste dallo statuto e dalle norme in materia, sia dal Comune di Caselle Torinese, sia da quello di Borgaro Torinese”.
Ed ancora: “Nella stessa deliberazione di scioglimento si dava atto che il personale, i contratti ed eventuali beni patrimoniali, sarebbero stati trasferiti al Comune di Mappano, senza nemmeno essersi accertati che vi fosse da parte di quest’ultimo la volontà e la disponibilità di accettare tali trasferimenti”.
E poi, “lo stesso Consiglio di Amministrazione del Consorzio Intercomunale di Mappano, mediante il verbale n. 52 del 28.12.2017, prendeva atto delle delibere di scioglimento dei due comuni costituenti il consorzio e ne rilevava l’illegittimità per violazione dello statuto medesimo, nonché per la violazione delle norme in materia”.

Ma il cda non è nominato dai due Comuni che avevano costituito il consorzio? Comunque, il Comune di Mappano continua a sostenere che “il suo scioglimento [del CIM; ndr] aveva causato una situazione di blocco dei servizi erogati”.

In buona sostanza, il ricorso verte sull’eccesso di potere che sarebbe stato esercitato da Caselle e Borgaro e chiede al TAR l’”istanza di sospensione del provvedimento impugnato”.

La dichiarazione di Luca Baracco, sindaco di Caselle: “Sono semplicemente esterrefatto: d’ora in poi vogliamo regolare tutte le problematiche inerenti Mappano in punta di diritto, oppure ricominciamo a sederci intorno ad un tavolo e trattiamo? Anche perché se Grassi ha intenzione di andare avanti per vie legali i tempi ed i costi diventano importanti… E a rimetterci saranno i cittadini: ne è consapevole?

Il 17 gennaio abbiamo firmato i verbali di trasferimento dei sei dipendenti dal CIM al Comune di Mappano, il 31 gennaio hanno fatto una delibera di Giunta, ha fatto dichiarazioni trionfalistiche sull’arrivo di questi primi lavoratori per l’Ente, ed ora? Che senso ha questo ricorso contro lo scioglimento del consorzio?
Avevamo risolto questo problema, ha firmato un accordo, e a distanza di oltre un mese fa ricorso annullando decisioni da lui stesso sottoscritte? Se il TAR decidesse la sospensione del provvedimento si rende conto di cosa vorrebbe dire? Dovremmo “riesumare” un cda, ma soprattutto i contratti dei sei lavoratori? Tornerebbero alle dipendenze del consorzio “resuscitato”?

Qualche giorno fa, dopo 15 giorni di sospensione, ci siamo ritrovati in Città Metropolitana (soprattutto per rispetto dell’Ente superiore e con tavoli, ovviamente, separati tra i Comuni cedenti e Mappano) con sulle spalle un ricorso al TAR sui bilanci, uno sulle delibere di scioglimento del CIM ed un’indagine aperta presso la Procura della Repubblica di Torino per interruzione di pubblico servizio (di cui abbiamo avuto notizia, in primis, dai giornali): con quale spirito si può trattare?
Comunque, nella sostanza, i Comuni cedenti hanno condiviso la nuova bozza di delibera sui criteri di riparto preparata dalla Città Metropolitana che ha recepito le nostre osservazioni (90% in base alla popolazione, 10% in base al territorio): abbiamo chiesto che venisse sottolineato che non c’è stata nessuna interruzione nei servizi in tutti questi mesi. Un esempio banale?
Chi ha spazzato le strade mappanesi dalla neve in questi giorni (e ci mancherebbe che non lo avessimo fatto)? Sono davvero preoccupato per la piega che ha preso tutta la faccenda ed a rimetterci saranno, essenzialmente, i cittadini mappanesi che Grassi pensa di difendere con questo atteggiamento di scontro”.

Il punto di vista di Claudio Gambino, sindaco di Borgaro: “Ritengo incredibile questo ricorso, davvero assurdo. Il 17 gennaio Grassi ha firmato l’accordo con i sindacati, grazie soprattutto al collega Baracco, salutando con entusiasmo ai quattro venti l’arrivo dei primi sei dipendenti del Comune di Mappano.
Ed ora? Col suo ricorso si rimette tutto in gioco, proprio sulla pelle di questi sei lavoratori: davvero inspiegabile questo suo atteggiamento! Di certo, ora ogni trattativa diventa molto difficile.
La sua è stata una scelta ponderata di cui si assumerà tutte le conseguenze. Noi Comuni cedenti eravamo, e siamo, disponibili a trattare, ma di certo tutti questi ricorsi da parte di Grassi mi pare che vadano in direzione opposta: su quali basi si possono firmare convenzioni? Tutto è in stallo adesso, considerando che, secondo me, Città Metropolitana si sta defilando, mentre la Regione lo ha già fatto”.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.