Percorsa la strada provinciale SP1 fino a superare di circa millecinquecento metri le ultime case di Pessinetto, al semaforo svoltiamo a destra, superato il sottopasso della ferrovia Torino–Ceres imbocchiamo la SP33 per risalire, alla sinistra, della Stura la Val Grande di circa tre chilometri fino a Chiamorio (728 m s.l.m.), frazione del comune di Ceres, dove sul lato sinistro della carreggiata, all’altezza del numero civico 5, raggiungiamo uno slargo adibito al parcheggio delle auto.
Lasciata l’auto ritorniamo sulla provinciale per ripercorrerla per alcune decine di metri verso valle fino alla regione Goletta (719 m s.l.m.) dove sul lato a monte presso un pilone votivo si trova l’imbocco asfaltato della strada vicinale diretta al Colle San Giacomo sulla quale iniziamo la piacevole escursione ad anello.
Superato il tratto iniziale asfaltato proseguiamo su una buona strada sterrata seguendone il serpeggiante percorso nel folto bosco, risaliamo il pendio trascurando alcune diramazioni laterali fino alla quota di circa 1250 m s.l.m., dove lasciamo il tornante verso destra per svoltare a sinistra diretti alla frazione Blinant (1300 m s.l.m.) (100′).
Situata su di un ampio terrazzo offre una spettacolare vista sulla valle e sui rilievi, in primo piano il Santuario di Santa Cristina arroccato alla quota di 1340 m sull’omonimo monte, riconosciamo le Lunelle, il Civrari, la Bessanese, la Ciamarella…
Lasciamo la frazione seguendo il sentiero innevato in direzione ESE verso la bianca cappella eretta su di un piccolo spiazzo in posizione più elevata per meglio proteggere le sue case, quasi tutte ristrutturate.
Alzandoci di circa una sessantina di metri più in alto riprendiamo lo sterrato lasciato in precedenza, seguendolo per circa cinquecento metri fino a quota 1400 m, lo lasciamo nuovamente per discendere il declivio alla destra convinti nonostante lo strato di neve di percorrere il sentiero diretto alla chiesetta di San Giacomo di Moja (1421 m s.l.m.) (40’/140′).
Sulla vicina bacheca si legge che la costruzione risale al 1755 per volere e a carico di alcuni abitanti di Ceres che trascorrendo sei mesi all’anno sui monti della Moja lontani dalla parrocchiale non le era possibile assistere alla messa o ricevere i Santissimi Sacramenti.
Proseguendo sul bianco tappeto in direzione SSE raggiungiamo la Baita del CAI della sezione Lanzo (1420 m s.l.m.) (20’/160′) dove imbocchiamo il sentiero n° 332 per iniziare la discesa alquanto impegnativa sia per la neve che per il ghiaccio nascosto, porta ai ruderi di Case Sart (1290 m s.l.m.) e alle Case Ciaminal (1110 m s.l.m.) (40’/200′).
Superate le case scendiamo ad uno spiazzo ed incrocio con lo sterrato che a sinistra va a congiungersi alla strada Fè – Colle S. Croce e dove per la presenza di una fontana e di una comoda tavola con panca è possibile fare tappa e apprezzare nuovamente il panorama, Uja di Mondrone, monto Doubia, Levanna Orientale, Monte Plù…
Si prosegue in direzione opposta, a destra in direzione N fino a Cà Inversa (1130 m s.l.m.) dove terminato lo sterrato proseguiamo su sentiero raggiungendo a quota 1100 m la sterrata iniziale del mattino sulla quale svoltiamo a sinistra per scendere al pilone votivo sulla SP33 e chiudere l’anello. (85’/285′). Cartografia: Fraternali 1:25.000 Basse Valli di Lanzo n°09.

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