Colpo di scena! Ogni tanto il punto esclamativo ci va. Stiamo parlando, o meglio scrivendo, della faccenda del ricorso al TAR presentato dal Comune di Mappano contro la delibera del Consiglio Comunale casellese, approvata a dicembre scorso, che sanciva lo scioglimento del CIM (Consorzio Intercomunale Mappano).

La delibera veniva ritenuta illegittima dai legali del nuovo Ente, perché approvata solo dai due Comuni (soci paritari) che avevano creato il consorzio, Caselle e Borgaro, senza aver consultato (?!) il Comune di Mappano.
Inoltre si riteneva che tale scioglimento senza preavviso avrebbe creato gravi danni alla comunità mappanese, arrivando fino all’ipotesi di interruzione di pubblico servizio.
Quindi, si chiedeva al TAR non solo di esprimersi sulla legittimità di tale delibera, ma addirittura di sospenderne l’efficacia in via cautelativa.
Ma, come scritto all’inizio, è arrivato il colpo di scena, ed è arrivato proprio durante l’udienza cautelare presso il TAR del 10 aprile scorso. In tale udienza, il legale rappresentante del Comune di Mappano ha formalizzato la rinuncia all’istanza di sospensiva in virtù di prossimi tavoli di concertazione con il Comune di Caselle; tavoli che però tanto prossimi non sarebbero…

La dichiarazione del sindaco di Caselle, Luca Baracco: “Sinceramente, siamo rimasti piuttosto stupiti di questa svolta da parte di Mappano. Premettiamo che noi la disponibilità ad incontrarci e ragionare l’abbiamo sempre avuta e dimostrata, ma al momento non abbiamo avuto richieste di tavoli di concertazione da parte loro, oltretutto dopo settimane di silenzi e mancate risposte.
Per tornare all’udienza, siamo rimasti davvero sorpresi del fatto che il loro legale non abbia neppure chiesto un rinvio, ma semplicemente abbia comunicato di rinunciare alla richiesta di sospensiva. Dal nostro punto di vista è una chiara dimostrazione che hanno capito che avrebbero perso, quindi la dimostrazione che la nostra delibera non aveva nulla di illegittimo e che lo scioglimento del CIM non ha comportato tutti questi danni ipotizzati alla comunità mappanese”.

Però il ricorso non si chiude con questa rinuncia. “Assolutamente no”, prosegue Baracco, “quella della settimana scorsa era solo l’udienza, urgente, sull’istanza cautelare. Ci sarà ancora l’udienza di merito, dove il TAR approfondirà l’argomento e valuterà se abbiamo agito correttamente, ma ovviamente non è stata ancora calendarizzata. Certo però che a fronte di questo clamoroso dietrofront mappanese, credo proprio che il Tribunale non avrà tutta questa fretta”.

In questo articolo però si è parlato solo della delibera casellese che ha sancito lo scioglimento del consorzio, ma non di quella borgarese, come mai?
Perché il ricorso contro la delibera, praticamente identica, borgarese è stato presentato dai legali che rappresentano il Comune di Mappano direttamente al Presidente della Repubblica. Come mai?
Perché pare fossero scaduti i termini di legge (60 giorni dall’approvazione) per presentare il ricorso al TAR, di conseguenza rimaneva quest’unica opzione.
In piedi rimangono poi gli altri ricorsi presentati da Mappano (variazioni di bilancio), ricorsi in cui non c’è stata la richiesta di sospensiva cautelare.

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