Il Bilancio di previsione 2018 votato ed approvato durante il Consiglio comunale del 12 aprile scorso, non è piaciuto per nulla alle minoranze che, unite, lo hanno bocciato votando contro. La dichiarazione dei quattro consiglieri (Campioni, Marchese, Tonini e Gennaro): “In una logica “step by step” sarebbe stato normale, a distanza di un anno dalla creazione di Mappano Comune, arrivare in municipio e trovare una volta alla settimana un impiegato preposto a svolgere pratiche per l’ufficio commercio e un architetto o un geometra due volte alla settimana per svolgere attività di sportello come ufficio tecnico o urbanistica.

La realtà è un’altra! Non solo non è stato eseguito il completamento di alcune funzioni preesistenti, quindi già a disposizione dei mappanesi negli ultimi anni in virtù del lavoro svolto dagli amministratori precedenti, ma al contrario si ha modo di certificare ”i passi indietro” rispetto alla gestione del CIM.

I servizi preesistenti sono spariti: il Commissario di Polizia Locale con un ufficio a disposizione dei cittadini aperto tre volte la settimana; la presenza di un geometra che seguiva lavori pubblici ed era a disposizione dei problemi dei cittadini, molte iniziative culturali venute meno, il controllo del territorio totalmente assente e nessun nuovo servizio a disposizione dei Mappanesi.

La principale scelta di questa Amministrazione finora realizzata, per le tasche dei mappanesi, è rappresentata dalle risorse impegnate per gli avvocati, delegati a svolgere le funzioni proprie della pletora di amministratori mappanesi, pari a 260.400 euro nel triennio.
La previsione di spesa del costo degli amministratori sino al fine 2018, è pari a 209.180 euro.
La proposta sui rifiuti è il paradigma del fallimento di questa amministrazione. 
Invece di perseguire la riscossione si aumenta del 10% la tariffa alle famiglie a compensazione di quelle che invece la tassa non la pagano. 
Si spendono 66 mila euro all’anno per collocare rifiuti speciali negli eco centri dei comuni cedenti invece di localizzare in paese una eco stazione mobile un giorno a settimana con costi pari a 10 mila euro l’anno; questa operazione consentirebbe di ridurre la tariffa di un altro 4%.
Una famiglia di 3 persone in un alloggio risparmierebbe 40 euro all’anno passando da 270 a 230 euro. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, smaltiti a carico di aziende e commercianti, non viene scomputata la superficie dell’attività, facendo di fatto pagare due volte la tariffa.

Il secondo bilancio del comune di Mappano, senza una visione, rispetto alle istanze di noi cittadini, prevede zero euro per garantire una migliore qualità della vita e un corretto sviluppo del territorio.
Nello specifico zero euro: per la qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento, per la messa in sicurezza del territorio, per lo sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare, per le azioni finalizzate allo sviluppo  tecnologico con ricadute sull’ambiente, per le  azioni finalizzate al risparmio energetico.
Rispetto ai suddetti costi, i documenti di bilancio di previsione finanziario 2018/2020 e il DUP non rispettano chiaramente il principio di invarianza di spesa triennale enunciato dal dispositivo della Corte dei Conti.
Le aspettative dei mappanesi che hanno lottato per la nuova realtà di Mappano Comune per avere maggiori investimenti e servizi, dopo un anno, sono già naufragate vista la non capacità dell’esecutivo in carica.
Come consiglieri di Uniti per Mappano, Facciamo Mappano, Lista Mappano, rispetto alla proposta presentata, viste le suddette considerazioni possiamo solo: votare contro questo bilancio”.

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