Le minoranze consiliari mappanesi hanno presentato, nell’ultimo Consiglio comunale del 26 marzo scorso, un’interpellanza avente per oggetto il non funzionamento per un mese della piattaforma online del Catasto, denominata “Sister”, per il solo Comune di Mappano, notizia di cui l’Amministrazione Grassi non avrebbe dato notizia ai cittadini ed ai professionisti.
Come si può leggere nell’interpellanza, “in data 14 marzo 2018 viene riscontrata l’inutilizzabilità della piattaforma Sister per le consultazioni catastali del territorio del Comune di Mappano. Di tale indisponibilità del servizio viene immediatamente informata l’Amministrazione Comunale che si dichiara ignara del fatto. Al termine della medesima giornata, mediante molteplici contatti con il referente dell’Ufficio Provinciale di Torino – Territorio, si sancisce l’interruzione del servizio di consultazione da piattaforma Sister e del servizio per la registrazione/approvazione degli atti di aggiornamento (UNIMOD, Docfa, Pregeo, Volture) per un mese con decorrenza da lunedì 19 marzo (dalla medesima data e solo relativamente le banche dati cartografiche e planimetriche del nuovo Comune di Mappano, le consultazioni sono possibili solo presso gli sportelli degli Uffici provinciali – Territorio)”!
Continuando a leggere il testo presentato in Consiglio, si apprende che “con nota del 21/03/2018 u.s. protocollo 7434, l’Agenzia delle Entrate – Ufficio Provinciale di Torino-Territorio risponde al quesito posto da una professionista circa le modalità di avvio della procedura precisando che “tutti i Comuni interessati sono stati informati dell’avvio delle operazioni preliminari alla VCT con nota della Direzione Regionale del Piemonte in data 3/11/2017””.
Al 26 marzo scorso, nessun riferimento era stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune. Il riferimento in home page è stato postato solo il 29 di marzo, riprendendo la nota presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate: “È in corso la Variazione Circoscrizionale Territoriale (VCT) finalizzata ad istituire il Comune di Mappano (TO), secondo le prescrizioni della L.R. del Piemonte 1/2013.
La variazione prevede che il nuovo ente sia costituito da 4 sezioni censuarie, ciascuna corrispondente al Comune di origine che cede territorio (Caselle Torinese, Leinì, Borgaro Torinese, Settimo Torinese).
Le banche dati censuarie (catasto terreni e catasto edilizio urbano) e planimetriche del nuovo Comune di Mappano sono già consultabili presso tutti gli sportelli degli Uffici provinciali – Territorio presenti sul territorio nazionale. Sono in corso le operazioni di correlazione e di caricamento degli archivi che consentiranno di ripristinare anche le attività di aggiornamento (UNIMOD, Docfa, PREGEO, Volture): il tempo stimato per il completamento di tali interventi da parte del partner tecnologico SOGEI è di un mese a partire da lunedì 19 marzo 2018”.
Per le minoranze la mancanza della Giunta è grave, “foriera di danni economici potenzialmente anche rilevanti vista l’impossibilità di procedere alla stipula di rogiti notarili aventi ad oggetto immobili, l’impossibilità di depositare aggiornamenti catastali anche propedeutici ad altri adempimenti amministrativi”.
Nell’interpellanza si chiede come mai una notizia appresa il 3 novembre non è stata mai comunicata pubblicamente, causando interruzione di pubblico servizio, e “quali azioni giuridiche sono state poste in essere a difesa dei diritti dei propri cittadini”.
Altrettanto dura è la chiusura del testo, dove, in mancanza di risposte esaurienti, si chiede di revocare le deleghe agli assessori Borsello e Battaglia.

Il commento del consigliere comunale Valter Campioni (Uniti per Mappano): “Un sindaco ed una giunta responsabili e capaci avrebbero dovuto affrontare e risolvere in pochi mesi la questione fornendo la documentazione appropriata per formalizzare il cambio di anagrafica alle imprese, alle piccole attività commerciali e ai cittadini che ancora adesso “brancolano nel buio”.
Questo è possibile solo se il Comune si attiva e costruisce dei rapporti con enti strumentali sovracomunali come ad esempio la Camera di Commercio, il Registro delle Imprese, l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia del Territorio (catasto).
Esattamente come hanno fatto quei comuni che si sono uniti attraverso un processo di fusione tra più comuni. Rispetto al catasto andava condiviso da parte del Comune con l’Agenzia del territorio il periodo del cambio topografico che creava minor impatto per il settore e doveva essere immediatamente comunicato agli operatori e ai cittadini”.

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