Polizia Locale e controllo del territorio

Un'interpellanza delle minoranze risolleva il problema

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In occasione del Consiglio Comunale del 26 marzo scorso, le minoranze unite hanno presentato un’interpellanza avente per oggetto “Presenza Polizia Municipale sul territorio di Mappano”. Ed a “corredo” di ciò, purtroppo, un nuovo atto vandalico, scoperto proprio il 26 mattina, contro la scuola materna di via Dalla Chiesa.
Al di là dell’ennesimo atto vandalico (contro la scuola materna è il secondo in poche settimane), la “latitanza” del servizio di Polizia Locale è evidente da quando il vicecommissario Mattiello è stato rimandato al Comune di appartenenza ed il suo posto è stato preso (si fa per dire) dal comandante volpianese Bisco, da due suoi agenti e, recentemente, da uno di Balangero, ma con ore “extra” oltre al servizio che già svolgono nei rispettivi Comuni. E nelle premesse dell’interpellanza si spiega proprio questo: “la convenzione tra i comuni di Caselle e Borgaro (…) prevedeva 1 Ufficiale (…) per 35 ore settimanali, 1 Agente (…) per 35 ore settimanali (in verità non ci è quasi mai stato), una pattuglia (…) per ulteriori 18 ore settimanali”. Inoltre, “era previsto l’apertura di uno sportello al pubblico per tre giorni la settimana”. Sempre nelle premesse si ricorda che “a seguito della scelta di non voler più usufruire del servizio svolto dal precedente Responsabile/Coordinatore, la cui funzione in pianta organica con le rispettive risorse non è stata più prevista, non esiste più sul territorio un comando di Polizia Locale” e che “l’utilizzo mediante convenzione di personale in servizio nei comuni di Volpiano e Balangero non rispetta chiaramente il principio di invarianza di spesa enunciato dal dispositivo della Corte dei Conti”.
Secondo le minoranze si può quindi constatare che “in seguito alla scelta dell’amministrazione, comunicata ai comuni cedenti con lettera in data 9 agosto 2017, il Sindaco ha rinunciato al Comando di Polizia Locale ed al Commissario di Polizia Locale con la conseguenza di un incremento degli illeciti, dagli atti vandalici al disturbo della quiete pubblica, ai parcheggi abusivi ed incontrollati nel Parco Unione Europea, dovuti alla carenza di controllo del territorio”.
I quattro consiglieri di minoranza concludono l’interpellanza chiedendo comunicazione formale su “quante e che tipo di sanzioni sono state emesse nel 2018”, “quali sono gli orari di presidio del territorio” e “quali sono gli orari di apertura dello sportello al Pubblico”.
Oltre a questa interpellanza sono state presentate interrogazioni (da Uniti per Mappano) sullo stato di abbandono del territorio mappanese: auto e camion abbandonati, pali divelti e non ripristinati, giardini danneggiati…
La dichiarazione del consigliere comunale Valter Campioni (Uniti per Mappano): “Rilevare un’assenza di controllo del territorio, nella fattispecie l’incremento degli atti vandalici, l’incremento dei furti e più in generale l’inosservanza delle regole più elementari quale la mancanza di rispetto degli spazi pubblici, è del tutto naturale se a monte si fanno delle scelte contrarie a questo presupposto. L’Amministrazione ha volontariamente rinunciato al Comando di Polizia Locale preesistente solo ora sostituito e in minima parte, da operatori che non conoscono e non sono presenti sul territorio; è evidente che questa scelta non può che produrre questi risultati.
L’aver emesso “l’ordinanza coprifuoco” a distanza di mesi ha dimostrato che non è servito a garantire il controllo né tantomeno il rispetto verso la collettività e i fatti ce lo stanno dimostrando continuamente.
Ma l’aspetto ancor più grave da imputare all’amministrazione è stata la scelta di non aver voluto utilizzare le risorse economiche assegnate al CIM nei sei mesi immediatamente successivi alla loro elezione, per dare corso alle azioni minime di salvaguardia dei cittadini: dalle strisce pedonali, alla sostituzione dei pali di illuminazione, all’asfalto delle strade, alla collocazione dei cestini o alla sostituzione dei cartelli.
Personalmente ritengo il loro approccio alla gestione della res pubblica superficiale e non soddisfacente. Non erano certamente queste, le aspettative dei mappanesi che hanno lottato per la nuova realtà di Mappano Comune”.

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