Dire che la quarta edizione del trofeo dedicato alla memoria di “Messo” Pierangelo Messoriano è stato un successo può suonare persino riduttivo.

Certo, in passato avevamo già avuto  tornei di grande caratura, ospitando negli “Open” di qualche anno fa giocatori e giocatrici di nobile lignaggio, alcuni dei quali potevano vantare persino scampoli di classifiche mondiali. Basti pensare all’edizione dell’ “Open” dell’anno scorso, quando alla finale maschile erano approdati due giocatori come Lavagno e Roncalli che ora abitualmente calcano palcoscenici internazionali, o come la seconda classificata 2017 del singolare in rosa, Lisa Pigato, la quale, vincendo recentemente un torneo a Praga, ha avvalorato ancora una volta di più tutte le concrete speranze azzurre che si ripongono in lei.

Alessandro Riba, il giudice arbitro Eros Marangon con le due finaliste e Anselmi, arbitro di sedia

Quest’anno, però, il torneo è stato un’altra cosa, che ci ha permesso di mettere in campo una qualità totale altissima, con uno stuolo di giocatori e giocatrici di seconda categoria da far impallidire la più parte dei tornei analoghi che si disputano nella nostra regione.
La regìa di Ale Riba e del Giudice Arbitro Eros Marangon è stata fantastica, al pari del lavoro oscuro e preziosissimo che Stefi Denozza ha attuato dietro le quinte convincendo i migliori ad approdare in via alla Fabbriche, ma nulla sarebbe stato possibile senza l’apporto e l’aiuto datoci dalla DIELLE Concessionaria, dalla famiglia Messoriano e dalla Lauretana.

A Caselle sono giunti ragazzi da ogni parte d’Italia ed è stato un peccato che non abbia potuto unirsi a loro la prima favorita l’ex numero 213 al mondo Anastasia Grymalska, la quale era impegnata in un torneo sardo nel quale per un soffio ha mancato la finale.

Il torneo, come detto, però è stato bellissimo, con match che resteranno a lungo nella memoria, come quello che ha opposto la nostra cara e vecchia conoscenza Ale Vittone al talento di Filippo Moroni, o come quello che ha visto Edoardo Zanada “asfaltare”letteralmente un giocatore vero come Tony Gramaglia.
E  il nostro “Beauty”? Ha fatto il suo battendo ancora una volta Rosingana e poi è stato sconfitto da Bagarello, un Bagarello capace poi di raggiungere i quarti. Buono anche il torneo del nostro “old boy” Ettore Capello, arresosi solo in semifinale a Lorenzo Cannella.

Il meglio l’hanno però dato due ragazzi liguri, Alessandro Ceppellini, il vincitore del torneo, e Biagio Gramaticopolo, un quindicenne di Finale dal diritto esplosivo.

Tra le ragazze alla fine l’ha spuntata, non senza qualche patema, Stefania Chieppa, al rientro agonistico dopo la seconda maternità. La giocatrice dello Sporting di  Torino dopo aver visto i sorci  verdi contro la Bestetti nei quarti, pativa le pene dell’inferno in semi contro Jessica Bertoldo, in un match che è stato il clou del singolare femminile. In finale la Chieppa faceva ricorso a tutte le sue residue energie per avere la meglio su Chiara Bordo e mettere la firma sul più bel torneo mai organizzato dal T.C. Caselle.

“Messo” sarebbe stato davvero contento.

Elis Calegari
Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre ( quando si dice il caso…) del 1952. Ha contribuito a fondare Cose Nostre, firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato anche collaboratore di presdtigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis”, seguendo per più di un decennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”. Attualmente è anche direttore responsabile di “0/15 Tennis Magazine”.

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